Il Premio Ilaria Alpi entra nel vivo. Venerdì 3 Giugno dibattiti e seminari su giornalismo e guerra.

“Se si insinua il seme del dubbio, si può far comprendere che i nemici in realtà sono persone come le altre, e non sono certo nemici i giornalisti che intervistano entrambe le parti in lotta, come è lecito fare.” Questo il commento della giovane regista araba Jehane Noujaim dopo la proiezione del suo film documentario Control Room, evento che ieri ha dato il via all’XI edizione del Premio Giornalistico televisivo Ilaria Alpi.

La stessa Noujaim sarà protagonista, insieme alla popolare giornalista radiofonica americana Amy Goodman, del seminario in programma domani, venerdì 3 giugno, alle ore 17 dal titolo “Riflettori sulla guerra per accendere la pace”. Con loro Riccardo Bagnato del settimanale Vita e Elisa Marincola dell’Intenational Press Service. Moderatore Carlo Gubitosa di Peacelink.

La giornata di venerdì si animerà nuovamente alle 21 con la tavola rotonda “Quel che resta dell’inchiesta” alla presenza di Amy Goodman, Gabriele Polo, direttore del Manifesto, Riccardo Iacona di Rai Tre, Giovanni Maria Bellu inviato di Repubblica , Roberto Morrione, direttore di RaiNews 24, il noto giornalista Sergio Zavoli e Udo Gumpel, corrispondente della prima rete tedesca ARD a Roma.
I relatori discuteranno della situazione attuale dell’inchiesta giornalistica in Italia e all’estero.

Il premio Ilaria Alpi, ideato ed organizzato dall'Associazione "Ilaria Alpi - Comunità Aperta" e' promosso dalla Regione Emilia Romagna, dal Comune di Riccione, dalla Provincia di Rimini, in collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna, RAI, Coop, BCC - Credito Cooperativo, MontBlanc, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Hotel Luna, Block 60 e Aeroporto Fellini.
Il Premio e' patrocinato dall'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, dalla Camera dei Deputati, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dall'Ordine dei Giornalisti Nazionale e, da quest'anno, dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.