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Dopo Sebastiao Salgano, Raymond Depardon, Marc Riboud, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Willy Ronis, William Klein e Yann Arthus-Bertrand, il figlio di Edouard Boubat, Bernard Boubat ha scelto di donare 80 fotografie del padre all’organizzazione per la difesa della libertà d’informazione. Alcune di queste foto compongono la mostra Edouard Boubat per la libertà di stampa.

EDOUARD BOUBAT
PER LA LIBERTA DI STAMPA

” … I reporter del male e del dolore lavorano in mezzo alla carneficina. Boubat, nelle città più vicine, come anche nelle terre più remote o nei grandi deserti del nemico, cerca e trova delle oasi. E’ un corrispondente di pace”.
Tratto da Eternité instantanée di Jacques Prévert.

Il fotografo francese Edouard Boubat (nato a Parigi nel 1923 e morto nel 1999) è stato un viaggiatore instancabile, sempre attento alla magia dell’istante, ricettivo nei confronti degli uomini e del loro ambiente, divertito, saggio e pieno di humour. Il suo primo scatto, del 1946, s’intitola “la ragazzina con le foglie secche”. Esposta in tutto il mondo, la sua opera, nella quale Parigi è onnipresente, è stata premiata molte volte ed è la testimonianza della felicità indicibile.

Le 80 fotografie sono state raccolte in un libro fotografico in favore della libertà di stampa e degli oltre cento giornalisti che attualmente si trovano nelle carceri di 22 paesi. Il denaro raccolto grazie alla vendita di quest’opera permette all’organizzazione di finanziare le sue azioni quotidiane.

Questa raccolta, con la prefazione dello scrittore Christian Bobin, rappresenta per Reporters sans frontières una nuova occasione per sensibilizzare il grande pubblico al suo necessario impegno in favore della libertà d’informazione, ma anche per rendersi economicamente indipendente dai finanziatori istituzionali.

Pubblicato grazie al sostegno economico del gruppo CFAO, del gruppo International paper (Rey) e della pubblicità in esso presente, il volume è distribuito da Nouvelles Messageries de la presse Parisienne (NMPP), Seddif, Relay e Fnac. Il denaro raccolto grazie alla vendita della raccolta fotografica permette all’associazione di intraprendere azioni quotidiane: aiutare i mass media in difficoltà, prendersi carico delle spese mediche, realizzare inchieste sul campo per determinare le eventuali responsabilità.

ilaria alpi. premio giornalistico televisivo 1995-2003