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Concorso in omicidio per Hassan

19 MARZO 2001

Il miliziano somalo accusato di aver preso parte al commando che uccise Ilaria Alpi e Milan Hrovatin
"Concorso in omicidio" fermato Hashi Hassan .
Hashi Omar Hassan è stato fermato. Questa notte, il sostituto procuratore di Roma Franco Ionta ha deciso che le prove a carico del miliziano somalo sospettato di aver preso parte all'assassinio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell'operatore Milan Hrovatin erano sufficienti per spiccare l'accusa di concorso nel duplice omicidio. Il provvedimento è stato deciso dai funzionari della Digos della Questura di Roma e della Direzione centrale polizia di prevenzione. Dagli indizi raccolti negli ultimi mesi, e in particolare dalle numerose testimonianze, di cui le più recenti sono della notte scorsa, è emerso infatti che Hassan è stato uno dei sette uomini del commando che a bordo della Land Rover il 20 marzo del 1994 tagliò la strada alla jeep su cui viaggiavano Ilaria Alpi e Milan Hrovatin. Dalle indagini è risultato anche che Hassan partecipò alla spedizione, ma non fu l'esecutore materiale del duplice omicidio. Hassan, che dalla serata di ieri era negli uffici di polizia, è stato interrogato alla presenza di un avvocato, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Franco Ionta, il magistrato che dallo scorso luglio indaga sul duplice omicidio, lo ha interrogato questa notte a lungo in un luogo segreto. "L'indagine potrebbe essere a una svolta decisiva", hanno detto alcune fonti investigative. Secondo quanto ha pubblicato ieri "la Repubblica", l'individuazione di Hassan da parte della procura risalirebbe a qualche mese fa. Gli elementi d'accusa a suo carico sarebbero noti anche a numerosi personaggi della comunità somala di Roma. La decisione di fermare Hashi Omar Hassan ha avuto già le prime ripercussioni nei delicati rapporti con la comunità somala. I cittadini somali ascoltati ieri dai magistrati livornesi hanno deciso di tornare a Roma: vogliono sapere se sono parti offese o indagati e hanno deciso di subordinare la loro collaborazione al chiarimento della loro posizione. Yahia Amir, presidente della società degli intellettuali somali, oggi stesso torneràa a Roma insieme ai cinque cittadini somali, tra cui le presunte vittime delle violenze su cui indaga la procura di Livorno. "E' vergognoso che un cittadino somalo sia stato fermato", hanno detto i legali che assistono agli interrogatori dei somali, "senza che il responsabile della comunità sia stato informato". E' prevista in gornata una conferenza stampa di Yahia Amir, per chiarire il caso del somalo fermato e di un altro somalo "che sarebbe a Roma già da alcuni mesi, a spese del governo italiano, e che probabilmente è colui che accusa il fermato". Yahia Amir chiede anche che i cittadini somali siano alloggiati o appoggiati in una struttura privata e che vengano assistiti si fisicamente che psicologicamente.


(La repubblica 13/01/98)

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