Somalia, battaglia a Mogadiscio

Mogadiscio.
Una violenta battaglia scatenata dai signori della guerra somala
ha provocato almeno 12 morti e una ventina di feriti, tutti somali, intorno alla sede di Mogadiscio di Medici senza frontiere. Gli scontri a fuoco fra le bande di Muse Sudi Yalahow e le forze governative, che hanno sconvolto tutta Mogadiscio ma si sono concentrati in particolare davanti alla sede dell’organizzazione non governativa creando il panico nei suoi uffici.

Gli incidenti sono cominciati intorno alle 9 ora locale quando un gruppo di uomini armati, dotati di veicoli blindati, ha assaltato alcuni volontari che uscivano dal campo allestito da Medici senza frontiere. Per ore sono rimaste asserragliate nella sede dell’organizzazione 27 persone: 20 operatori somali, un funzionario spagnolo e due francesi di Medici senza frontiere e quattro funzionari delle Nazioni Unite. Quasi tutti gli stranieri sono riusciti a fuggire più tardi, mentre di sei funzionari dell’Onu, che facevano parte di una missione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef, il Fondo della Nazioni Unite per l’infanzia, non si sa più nulla.

“Sono stati presi e non abbiamo idea di cosa sia successo, ma riteniamo che stiano bene”, ha spiegato un portavoce dell’Onu a Mogadiscio.