Per le morti di Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli un insopprimibile senso di giustizia

ROMA, 21 MARZO – I giornalisti uccisi nei teatri di guerra mentre compiono il loro lavoro ”possono essere
considerati a buon diritto veri e propri martiri della

democrazia, poiche’ uno degli aspetti fondanti di ogni

ordinamento democratico sta proprio nella nascita e nello

sviluppo di una informazione nuova, libera, indipendente ed

autorevole: un sogno coraggioso nel quale alcuni giovani

iracheni hanno iniziato a credere e per il quale hanno pagato,

fino al tributo della vita”. Lo afferma il presidente della

Camera, Pier Ferdinando Casini, alla cerimonia di consegna,

nella Sala del Mappamondo a Montecitorio, del premio intitolato

ad Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, le giornaliste uccise in

Somalia ed in Afghanistan.

Prima di consegnare il premio della Camera dei deputati,

nella Sala del Mappamondo, a Serena Di Benedetto e Francesca

Nani, alla presenza dei familiari di Ilaria Alpi, di Maria

Grazia Cutuli e del fotografo Raffaele Ciriello, morto nel marzo

2002 in Cisgiordania, Casini ha detto di ripensare alla morte

delle due croniste ”con profonda commozione e con un

insopprimibile senso di ingiustizia”.

”Nelle loro morti – osserva – continuiamo a leggere, insieme

alla barbara volonta’ do spegnere con la violenza le loro voci

coraggiose, un attacco diretto a quesi valori di liberta’,

giustizia e rispetto dell’uomo che costituiscono i principi

fondanti della nostra democrazia”. Un ”affronto” che, secondo

Casini, ”continua a riproporsi ancora oggi, seppur in contesti

nuovi”. A questo proposito, il presidente della Camera pensa

alla ”difficile realta’ irachena, dove tanti nostri

connazionali, impegnati in vario modo in un’opera di aiuto e

sostegno alla ricostruzione civile e materiale di quel Paese

sono messi a dura prova dal pericolo quotidiano dei sequestri e

degli attentati”. E tra questi, ”i giornalisti sono sempre in

prima linea di fronte a questi attacchi: giornalisti italiani e

di tutto il mondo, ma soprattutto giornalisti iracheni, ai quali

la follia del terrorismo vuole impedire di lavorare per la

costruzione di una convivenza libera e democratica nel proprio

Paese”.

A questo proposito, il presidente della Camera sottolinea che

”il terrorismo internazionale ha lanciato una dura sfida al

mondo libero, una sfida che possiamo vincere solo contrapponendo

alla cultura della morte e dello scontro di civilta’ la nostra

cultura della vita, dei diritti e della liberta’ dell’uomo: la

cultura che proprio molti giornalisti cercando di trasmettere

svolgendo con passione ed onesta’ il loro lavoro”.

Casini ha infine invitato i giovani giornalisti a sentire il

dovere di ”ricostruire con scrupolo i fatti, rifuggendo dalle

semplificazioni o dalla tentazione di cavalcare facili battaglie

ideologiche, senza alimentare pregiudizi ma invece favorendo una

sempre maggiore comprensione di culture e mondi diversi dal

nostro”. Per questo, ha sottolineato, potranno attingere alla

”gran tradizione di buon giornalismo” che l’Italia ha ”per

individuare autorevoli e luminosi maestri”.

Alla cerimonia ha preso parte il vicepresidente Fabio Mussi,

al vertice della commissione esaminatrice composta da deputate e

giornaliste, che ha ricordato ”il rapimento in Iraq di Giuliana

Sgrena e del drammatiche vicende che hanno portato alla sua

liberazione”.