Net Sat TV l’informazione nell’era digitale

L’ansia di notizie passa in rete e cresce l’informazione on line. Anche in Italia il mondo del giornalismo si sta aprendo sempre più a nuove forme di linguaggio multimediale. A confermarlo l’incremento, nel 2000 pari al 40 per cento, del numero di periodici in internet. Lo scorso anno, infatti, le pubblicazioni on line sono state circa 1500, 433 in più rispetto al ’99 e i siti dei quotidiani, il primo a partire è stato “Repubblica.it”, sono cresciuti del 22 per cento, passando dai 62 del ’99 ai 76 dello scorso anno. Un mondo, quindi, che si sta sviluppando alla velocità del web. Questo il tema portante del dibattito dal titolo “Net, sat tv. L’informazione nell’era digitale. Interazione o scontro?”, che si è tenuto questa mattina a Riccione, nell’ambito del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi, fra gli studenti del liceo scientifico Volta e alcuni giornalisti esperti di on-line. Ed in fondo, partendo dal presupposto che si tratta di una realtà in espansione, è emerso che la sostanza del giornalismo non cambia. Alla fine quello che conta è trovare e mettere in pagina, sia virtuale sia cartacea, la notizia più importante. Unica novità, non di poco conto, la posizione del lettore che secondo gli esperti ora può interagire in diretta, proponendo o commentando le scelte editoriali.
“La novità positiva d’internet – spiega Carlo Ottaviano caporedattore de “Il Nuovo” il primo Tg italiano on line – è la possibilità di replica immediata che viene data al lettore. In questo modo il destinatario della notizia non è più passivo, ma ha la possibilità di interagire dando dei suggerimenti in grado di modificare la scelta e la pubblicazione delle notizie. Il Nuovo, infatti, ha edizioni che vengono aggiornate mediamente ogni mezzora e quindi l’intervento dei lettori può diventare fondamentale”.
Maggiore perplessità da parte di Maurizio Torrealta, giornalista di Rai News 24 che sottolinea quali possono essere i pericoli per il mestiere del giornalista.
“Oggi ci vogliono giornalistici bionici per riuscire a lavorare davanti ad almeno tre schermi contemporaneamente. Stiamo vivendo un cambiamento epocale dove il giornalista può lavorare da solo grazie alle nuove tecnologie, ma la cosa può essere più stressante e ripetitiva. In questo modo si rischia di perdere un certo giornalismo d’inchiesta ed approfondimento, come quello di Ilaria Alpi”. Stesso parere per Antonia Moro della redazione di Mediamente. La giornalista vede il mondo dell’informazione sul web “come una corsa in velocità dove ogni ora bisogna cambiare tutto, trovando qualcosa di nuovo”.
Per quanto riguarda gli studenti, almeno quelli di Riccione, una cosa è chiara: le informazioni più ricercate sono quelle musicali e d’intrattenimento. Da Napster ai siti di videogiochi ‘spara a tutto’, dalle chat line alle pagine utili per qualche ricerca. Invece sulla lettura dei giornali la rete non sembra migliorare l’interesse dei giovani verso l’attualità. Fra le poche eccezioni la voce di uno studente che ha timidamente confessato di avere cercato news sulla mucca pazza: “Volevo saperne di più – ha commentato – per tranquillizzare mia mamma. Dopo lo scoppio della notizia, a casa mia non si è vista una bistecca per settimane”.