IL GRANDE TALK : IL SABATO DEL VILLAGGIO GLOBALE

IL  GRANDE TALK : IL SABATO DEL VILLAGGIO GLOBALESi sente dire spesso che i buoni programmi Tv vanno in onda a notte fonda. E in parte è vero. Ma ce n’è sicuramente uno che richiede quasi un’alzataccia, ed è sicuramente un prodotto di qualità, quasi di culto. Si tratta de “Il Grande Talk”, programma in onda -fino a giugno -ogni sabato mattina dalle 7.30 alle 9 su Raitre. Chi ha parabola e decoder può goderselo invece su Sat2000 al sabato alle 13.30 e alle 20.45 o in replica alla domenica alle 12.30. “Il Grande Talk” nasce infatti dalla sinergia fra Rai Educational e la Tv satellitare della Conferenza Episcopale Italiana. La formula è semplice:il conduttore, il giornalista Massimo Bernardini, in piedi davanti ad un tavolo, commenta alcuni dei temi televisivi della settimana e lancia brevi sintesi filmate. Tutti gli altri restano rigorosamente seduti. Segue dibattito (breve) con contributi di Giorgio Simonelli, storico della Tv e docente all’università Cattolica di Milano e di Mirella Poggialini, critico televisivo di “Avvenire”. I due, a volte, in cordiale disaccordo. Si aggiungono nell’analisi e nel giudizio alcuni studenti di comunicazione dell’Università Cattolica di Milano. Non manca l’ospite: in genere un big della Tv. Alla prima puntata, andata in onda sabato scorso, è comparso il comico Enzo Iacchetti e, in collegamento telefonico da New York, il giornalista Gianni Riotta. Presi in esame, fra l’altro, lo scontro fra fiction con l’inizio del periodo di garanzia pubblicitaria ( Omicidi, Cuore contro cuore, Don Bosco, Rita da Cascia, Un medico in famiglia), il modo in cui la Tv ha raccontato la liberazione delle due Simone, il primo duello televisivo fra Bush e Kerry e il confronto fra il programma traino della prima serata di Raiuno, “ Affari Tuoi” e il dirimpettaio di Canale 5 “Striscia la notizia”. Dice il professor Simonelli, nel corso della puntata “Non diamo giudizi. Certo diciamo se un prodotto Tv funziona o no, riveliamo alcuni meccanismi alla base del testo televisivo. Come il meccanico d’auto diciamo che la macchina non tiene il minimo. Non diremo mai che fa schifo oppure è da rottamare”. Insomma “Il Grande Talk” è una rivisitazione del vecchio cineforum applicato alla televisione. Analizza i programmi, li smonta e ne riconosce i meccanismi di funzionamento. Insegna a guardare con occhi diversi la televisione. Il telespettatore deve infatti imparare a conoscere la televisione, per difendersi e usarla meglio. Questo programma lo costringe, almeno una volta, a non essere passivo, a confrontare il proprio giudizio con quello di altri. Senza pedanterie, né prosopopea, ma con garbo, passione e intelligenza. Virtù rare sul piccolo schermo. E il pubblico, pure assonnato, facendo zapping, ha colto la differenza. Dal 3,58% di share dell’autunno del 2002 lo scorso anno “Il Grande Talk” ha raggiunto punte del 12%. La prima puntata di questa quarta serie ha realizzato l’ 8,31% (388mila telespettatori). Più difficile è stabilire quanti (non solo studenti di scienze della comunicazione) hanno programmato il timer del videoregistratore. Da quest’anno inoltre questo “osservatorio della Tv in Tv”si occuperà anche di Tv satellitare e pubblicità. E per avere un rapporto più diretto col pubblico è nato anche il sito www.ilgrandetalk.it. Chi vuole potrà così anche interagire, esprimere suggerimenti e critiche, fra telecomando, biscotti e caffelatte.