Pititto: perché mi fu tolta l’inchiesta?

Caso
Alpi, i dubbi del pm Pititto:
“Perché
mi fu tolta l’inchiesta?”

Ieri su Repubblica annuncio dei genitori della
giornalista .
Roma.
Il processo si è concluso con l’assoluzione dell’unico sospettato,
l’inchiesta non va avanti, ma i genitori di Ilaria Alpi, la giornalista
del Tg3 uccisa in Somalia sei anni fa assieme all’ operatore Miran Hrovatin,
non intendono rinunciare alla verità. Per farlo sapere a tutti hanno
pubblicato su Repubblica un annuncio a pagamento col testo di tre documenti:
una loro lettera a Ciampi, come presidente del Csm, dove segnalano i
“non pochi elementi di allarme della vicenda giudiziaria”, la missiva
di risposta del ministro della Giustizia, Oliviero Diliberto, e un loro
commento. Giorgio e Luciana Alpi sottolineano due aspetti: l’autopsia
non fu disposta subito e le motivazioni della sentenza del processo
in corte d’assise criticano la conduzione dell’inchiesta. Si aspettavano
che fosse ordinata una inchiesta ma, sottolineano, nella risposta di
Diliberto non se ne parla. Dopo la comparsa dell’annuncio, nessun commento
dal ministero della Giustizia. Dalla procura di Roma, solo una breve
dichiarazione del capo, Salvatore Vecchione: “Abbiamo già chiarito la
nostra posizione agli organi istituzionali”. Ha invece parlato Giuseppe
Pititto, il Pm romano che ha condotto l’inchiesta fino al giugno del
1997, quando Vecchione gli revocò l’ incarico. “Né il ministro, né il
Pg della Cassazione, né il Csm – ha detto – hanno ancora chiarito le
ragioni di quel provvedimento, che è stato dichiarato illegittimo in
una relazione ministeriale”. L’impegno a sostenere la battaglia per
la verità è stato assunto ieri dal ministro Lauro Balbo, presente a
Padova alla cerimonia di consegna a Luciana Alpi del premio ‘Graziella
Fumagalli’ dedicato a “donne che hanno il coraggio di combattere battaglie
impossibili”.