Assolto Hassan

Dopo
5 ore, la sentenza della Corte d’Assise “per non aver commesso il fatto”.


La madre di Ilaria: “Sono amareggiata, ma soddisfatta”

Omicidio Alpi: assolto
Hashi Omar Hassan.
Roma.
Alle
quattro del pomeriggio e dopo cinque ore di camera di consiglio c’è
la sentenza della Corte d’Assise: “Assolto, per non aver commesso il
fatto”. Hashi Omar Hassan, somalo, accusato dell’omicidio della giornalista
Ilaria Alpi e del cameraman Miran Hrovatin, trucidati nel maggio del
1994 a Mogadiscio, è stato assolto dalla seconda sezione della Corte
d’Assise di Roma.

“E’ una sentenza giusta e liberatoria”, esultano gli avvocati del somalo.
“L’arresto di Hashi aveva offeso la coscienza di tutti. Il nostro assistito
era venuto in Italia per testimoniare, davanti ad una commissione governativa,
su maltrattamenti subìti (la commissione indagava sulle presunte violenze
esercitate sui somali da parte dei militari italiani ndr) e venne arrestato
a deposizione conclusa”, aggiungono i difensori di Hassan, Antonio Moriconi
e Douglas Douale, che, alla lettura della sentenza, è scoppiato in lacrime.
Comprensibile anche la gioia dei genitori dei Hassan: “L’assoluzione
è una vittoria della giustizia e del popolo somalo”, hanno detto il
padre Omar Hassan Foodbal e la madre Medina Mohamed Sandeere, aggiungendo
che “la giustizia italiana ha dimostrato di essere la più adeguata”.
I genitori di Hassan hanno sempre sostenuto, ribadendolo anche stamattina,
che il figlio, il 20 marzo 1994, si trovava ad Adala, a nord di Mogadiscio,
e che quindi non poteva essere nella capitale, dove, secondo l’accusa,
sarebbe invece stato alla guida del fuoristrada
utilizzato dal commando autore del duplice omicidio.

Erano assenti dall’aula, invece, i genitori della Alpi: il padre, Giorgio,
è ricoverato in un ospedale romano dopo essere stato sottoposto nei
giorni scorsi a un intervento chirurgico. Si dice, comunque, contenta
per Hassan, anche se amareggiata se stessa, Luciana Alpi, madre della
giornalista: “Si voleva condannare un giovane poi risultato innocente.
Come cittadina sono soddisfatta perchè, partecipando alle udienze di
questo processo scandaloso, ho notato come prove contro questo ragazzo
non ce ne fossero”. La signora Alpi è stata, invece, molto critica nei
confronti della pubblica accusa: “Il pm ha voluto dare credito all’autista
di Ilaria, che è un bugiardo e che ha mentito anche in aula; punto il
dito contro due pubblici ministeri, non contro Giuseppe Pititto”.

Durissimo il commento di Mariangela Gritta Grainer, ex esponente del
Pds e autrice insieme con la famiglia Alpi del libro ‘L’esecuzione':
“Mi auguro che le motivazioni della sentenza con la quale è stato assolto
con formula piena Hassan facciano giustizia di un processo davvero scandaloso.Il
processo è stato davvero scandaloso perché non ha scalfito le ragioni
di un duplice assassinio premeditato. Occorre individuare il movente
ed i mandanti”.

Hashi ora è un uomo libero, ma non potrà ancora uscire dal carcere di
Rebibbia perché detenuto per una vicenda di stupro su una donna somala
(l’ultima udienza di questo processo è in programma giovedì). Hassan
è stato mandato assolto per non aver commesso il fatto: in altre parole
per insufficenza di prove. Il pubblico ministero Franco Ionta aveva
chiesto la pena più pesante, l’ergastolo. Per la detenzione di arma
da fuoco, invece, è stato disposto il non luogo a procedere per difetto
di giurisdizione: Hassan, cioè, non poteva essere perseguito in Italia
per un reato compiuto in un paese straniero. Ora, però, le indagini
della procura di Roma dovranno ripartire daccapo. Con l’assoluzione
Hassan, infatti, è ancora buio pesto sugli esecutori e sui mandanti
dell’agguato che costò la vita a Ilaria e Miran.