Vittoria Iacovella, vincitrice del premio web tv: “Dall’uranio impoverito ai vaccini, tutto è iniziato da un’intuizione”

Uranio impoverito sui campi di battaglia dei Balcani, vaccini inoculati ai giovani militari italiani. Una commissione senatoriale che cerca di dare risposte a mille domande. Vittoria Iacovella, giornalista di Repubblica.Tv, con l’inchiesta Vaccinati a morte si è aggiudicata il primo posto nella categoria Miglior inchiesta televisiva italiana delle web tv alla diciannovesima edizione del premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi.

 

“Vaccinati a morte è nata quasi per caso, ma ha portato alla nascita di una petizione web su Change.org – spiega Vittoria Iacovella –. Tutto è iniziato da un ragazzo, Erasmo Savino, che ha raccontato la sua storia alla commissione d’inchiesta del Senato sull’uranio impoverito. Da lì ebbi un’intuizione”.

 

Con l’appoggio di alcuni colleghi di Repubblica, Iacovella ha intrapreso un duro lavoro fatto di studio delle carte, interviste e analisi dei dati, che ha portato all’inchiesta video, pubblicata da Repubblica.Tv in tre parti.

 

“Notai – prosegue Iacovella – che si parlava solo di uranio impoverito, ma nessuno si accertava delle cause. Ovviamente volevo capirne di più, tra le incongruenze più grandi di questa storia c’era il fatto che con l’aumento dei vaccini diminuiscono di conseguenza le difese immunitarie”.

 

Nel corso dell’inchiesta Vittoria Iacovella si è imbattuta nelle case farmaceutiche e negli interessi economici che vi ruotano attorno: “Tutti i medici che abbiamo sentito sono stati contattati dalle aziende farmaceutiche che hanno protestato per le interviste. Addirittura – continua – a un medico è stato intimato di non rilasciarci più dichiarazioni”.

 

Vaccinati a morte ha vinto non a caso il primo posto tra le inchieste delle web-tv, perché rientra in quella categoria di giornalismo attento, fatto di studio e di voglia di verità, che però spesso non ha spazio nei palinsesti televisivi. Un giornalismo fatto con passione e competenza, come quello di Ilaria Alpi.

 

“Vincere qui è stata un’emozione bellissima, Ilaria per me è un mito – dice –. Ma è stato bello anche perché questo tema mi ha toccato in prima in persona. Parlare e instaurare un rapporto umano con i veri protagonisti, come una madre che vuole portare avanti questa battaglia per il figlio, ma anche per avere giustizia, mi ha motivato ancora di più. Non sono solo una giornalista – conclude –, sono anche una mamma”.

 

 

(Fabrizia Caputo)