La risposta della Shifco

laria
Alpi e chi l’ha uccisa

Antefatto:
Diario
ha pubblicato il 17 marzo scorso un articolo, a firma Angelo Ferrari,
sulla flotta somala Shifco di Mario Mugne, che ha recentemente avuto,
da parte della Commissione europea deputata, un parere favorevole alla
sua attività. Abbiamo fatto notare che la stessa Shifco è pesantemente
coinvolta nelle indagini per l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
Abbiamo ricevuto questa lettera, che pubblichiamo verbatim. Di
seguito la nostra risposta 
Roma,
19 marzo 1999. Al
Signor Direttore delDiario
della settimana
– Milano, copia
al Procuratore generale della Repubblica – Roma, copia
al Procuratore capo della Repubblica – Milano

Vi
detesto

Attentamente
ho letto il contenuto del Vs. giornale, N. 11, anno IV, numero II, da
mercoledì 17 a martedì 23/3/99. Veramente ho il piacere di comunicarVi
che tutto il contenuto dell’articolo da pag. 32 a pag. 34 di Angelo
Ferrari, non è altro che un’ennesima bugia, infondata, a scopo di lucro,
architettata dai soliti spargi-veleno falsi e disumani, con l’intenzione
di colpire falsamente esseri estranei completamente all’uccisione di
Ilaria Alpi o mandanti che son divenuti il poker di tutte le immondizie
giornalistiche all’italiana. 
  
Unica verità sul contenuto è che io Ammiraglio sono il fratello dell’Ing.
Mugne (un Somalo in tutta la Somalia di 10 milioni di cittadini) colpito
dalla Vs. sporca stampa speculativa allo scopo unico di distruggere
per mezzo di fondi occulti, possibilmente pagati da alcuni italiani
che sono responsabili dell’inquinamento delle acque territoriali della
Somalia, della pesca abusiva in uno stato privo di governo centrale,
istituzione, sicura e nulla esistente una massoneria organizzata pari
a quella della P2 (associazione a delinquere di stampo mafio-giornalistica)
che ha lo scopo chiaro di depistare, pressare l’azione della giustizia
in corso, pagando questo e quel Somalo, col raggiungimento di distruggere
l’ultimo rimasto della Somalia (delinquenza armata di una penna sporca
e bocca sporca) con l’egemonia economica politica occulta italiana contro
Somali e Italiani. 
Quelli che sono i veri faccendieri di armi e sostanze chimiche sono
stati indicati dai rapporti delle N. U. e basta battere le porte delle
procure che saprete. 
Mugne non appartiene né alla tribù di Ali Mahdi né Hussein Aidid né
OsmanAto, è un Somalo più onesto dei Vs. giornalisti, più colto, più
umano perché non ha venduto la proprietà unica e finale del popolo somalo. 

Vi domando dove è finita: 
– Somali Airline 
– la Marina Mercantile Somala 
– proprietà mobili e immobili della Somalia. 
Voi fate parte del genocidio politico economico umano della Somalia
e tramite Stampa Italia duemila famiglie sono rimaste senza un sostegno
umano e l’Italia e la mass media italiana è corresponsabile e ne pagherà.
Non so se avete il coraggio di osservare la Costituzione del popolo
italiano, almeno per la pubblicazione di questa lettera per par condicio
di risarcimento di 1 Mld di lire italiane per la persona colpita. 

Ha evacuato tra ’90 e ’91 2000 famiglie italiane dalla guerra civile
con una ricompensa di umiliazioni e torture. 
Ne pagherete sicuramente il danno, anche tardi. Abbiamo fiducia nei
giudici e i giornalisti non possono cambiare il lavoro dei giudici né
fare da Presidenti dei Tribunali né Pubblici Ministeri. 
Detestiamo i prestanomi o giornalisti che spargono veleni falsi. 

Trasmettiamo e respingiamo con energia e sicurezza il contenuto dell’articolo
agli stessi italiani parte e fautori della rovina e del genocidio somalo. 

N.B. L’Ing. Mugne non ha e non ha avuto a che fare né col SISME né col
SISDE e quanto detto non è altro che una diffamazione e calunnia per
colpire questo o quello somalo o italiano onesto, cercate la verità
ovunque e dovunque, ma con trasparenza e rispetto alle leggi. 

Grazie. 
  
Ammiraglio Said Abdalla Omar 
Segretario Generale della Somali National Union.  

  
All’Ammiraglio
Said Abdalla Omar, Segretario
Generale della Somali National Union. A
chiunque sia interessato
La
giornalista e le navi


Sarebbe troppo banale rispondere a ciò che scrive il signor Said
Abdalla Omar, segretario personale del vicepresidente somalo all’epoca
di Siad Barre e capo di stato maggiore delle ex forze militari navali
somale, che ciò che abbiamo scritto è assolutamente vero. E non lo facciamo.
Ci limitiamo a raccontare fatti, come abbiamo fatto due settimane fa
(«Diario» numero 11), e a riportare documenti che parlano da soli, senza
per questo nutrire nessuna volontà persecutoria nei confronti di alcuno.
Ci interessa, semmai, dare un contributo a chi ricerca la verità, una
verità nascosta da cinque anni. 
  
Chi ha ucciso Ilaria Alpi e perché? 
Omar Said Mugne, armatore della Shifco sulla quale la Alpi indagava,
che dice di essere una società appartenente allo Stato somalo (ma quale?),
è indagato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per traffico
d’armi sin dal 1996. Mugne è per questo iscritto nel registro degli
indagati dall’aprile 1996 e gli è anche stato notificato un avviso di
garanzia nel maggio 1996, con l’accusa di associazione a delinquere
finalizzata al traffico d’armi internazionale. Tutta l’inchiesta il
22 gennaio scorso è stata trasferita, per competenza, alla procura di
Roma. Gli inquirenti ipotizzano, tra l’altro, coinvolgimenti italiani
in questa vicenda. Questi sono fatti che si aggiungono alle informative
dei servizi segreti italiani, Sismi (quello militare) e Sisde (quello
civile), di cui abbiamo dato ampiamente conto sul Diario di due
settimane fa. Questi sono atti giudiziari che, secondo una «norma di
linguaggio» del nostro ministero degli Esteri, non esisterebbero: «Si
precisa che il delegato speciale italiano non ha inteso esprimere, come
del resto è prassi abituale, alcun giudizio di merito su aziende interessate
tra le quali la Shifco. Il delegato speciale ha fatto stato che non
risultano agli atti riscontri di natura giudiziaria a carico della Shifco».
La lettera del delegato speciale italiano Francesco Sciortino, come
abbiamo scritto, è datata 27 luglio 1998, esattamente 20 giorno dopo
un rapporto della Somalia Unit, l’Unione Europea a Nairobi, che così
si esprimeva: «Le attività di pesca della Shifco sono controverse. Esistono
voci persistenti sul coinvolgimento della compagnia in traffico d’armi
e altre attività illegali. Ci sono anche delle voci secondo le quali
i pescherecci trasportano armi a bordo per proteggersi loro stessi da
altre fazioni di somali, mentre pescano nelle acque somale. In vista
di quanto esposto sopra, possiamo solo raccomandare, a questo stadio,
l’ispezione della seconda compagnia, la Margroup ltd». Lo stadio successivo
è la lettera di Sciortino che, a quanto sappiamo, sblocca la situazione
a favore della Shifco. Ci risulta incomprensibile come il nostro ambasciatore
non sapesse delle informative dei servizi, anche perché Sciortino la
Somalia la conosce bene. Non è da oggi che se ne occupa. La sua presenza
in Somalia, a vario titolo, risale agli anni Ottanta. 
Intorno alla storia sollevata da Diario è stata presentata una
interrogazione parlamentare, a firma di Mauro Paissan, che chiede ragione
di questa vicenda. Non solo. Il presidente della commissione di controllo
dei servizi segreti, Franco Frattini, si è detto sorpreso di quanto
accaduto, anche perché se i servizi non avessero trasmesso le informative,
era opportuno che l’ambasciata le acquisisse. L’eurodeputato della Sinistra
Verde, Carlo Ripa di Meana, ha chiesto alla Commissione europea la sospensione
immediata della licenza europea concessa alla Shifco. Anche i genitori
di Ilaria Alpi, Luciana e Giorgio Alpi, hanno rivolto un appello alla
Presidenza del consiglio dei ministri e ai ministri di Interni, Esteri
e Difesa per «avere precisi chiarimenti» su quanto pubblicato da Diario

Ma con quali risposte? I genitori della Alpi sottolineano anche che
l’ingegner Mugne risulta indagato dalla Procura di Torre Annunziata
per traffico d’armi.