Nient’altro che la verità: Il caso Ilaria Alpi

In occasione del decimo anniversario della morte della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin avvenute in Somalia il 20 marzo 1994, Report ripropone in replica domenica prossima 21 marzo alle ore 23 e 20 sempre su Raitre, la puntata trasmessa lo scorso 21 ottobre.

l reportage ricostruisce la tormentata vicenda giudiziaria che, ad oggi, non ha ancora accertato chi furono i mandanti del duplice omicidio. Una ricostruzione che parte dal ritardo con il quale sono state attivate le indagini, la sconcertante dissipazione di indizi (e la mancata persecuzione dei responsabili ditale dissipazione), la quasi inesistente ricerca di collaborazione degli apparati dello Stato (SISMI, SISDE, Governo), tre perizie contrastanti e una riesumazione tardiva del cadavere di Ilaria.

Niente è stato fatto (per volontà o sciatteria) da chi avrebbe dovuto attivarsi subito per trovare il movente, inoltre l’inchiesta svela veri e propri occultamenti operati dai servizi segreti (sia militari che il SISDE) relativi a piste di indagine che gli inquirenti avrebbero potuto seguire per l’accertamento della verità. L’inchiesta è la ricostruzione dei dieci anni di frustrazione raccontata dai genitori, la frustrazione di chi si aspettava fin da subito che lo Stato avesse un interesse a scoprire i mandanti dell’omicidio di una giornalista della televisione di Stato. Secondo l’avvocato di Giorgio e Luciana Alpi, gli inquirenti dovrebbero accertare che l’omicidio di Ilaria Alpi non sia stato proprio un omicidio “di Stato”. Infatti Ilaria Alpi stava da mesi indagando su un presunto traffico di armi e rifiuti tossici (soprattutto scorie nucleari) tra Italia e Somalia. Un traffico di interesse strategico per una nazione che ha bisogno di terreno per insabbiare rifiuti e l’altra (perennemente in guerra civile) che vuole essere pagata soprattutto con armi. E’ una delle piste di indagine che andrebbero seguite. Ilaria Alpi aveva lasciato molte tracce in questa direzione, ma non sono mai state seguite. Se non da uno dei tre magistrati che ha preso in mano l’inchiesta: Giuseppe Pititto, il quale, nel ‘97, con una motivazione pretestuosa, è stato esonerato dall’incarico.

La novità – che verrà riportata in un aggiornamento in studio – è l’inizio dei lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Alpi-Hrovatin. La commissione sta lavorando speditamente dallo scorso gennaio e gli stessi genitori di Ilaria (già uditi) hanno dichiarato di essere contenti per come procedono i lavori. Non è un caso che le prime audizioni siano state fatte ai magistrati che hanno seguito l’inchiesta (De Gasperis, Ionta, Vecchione e lo stesso Pititto).