Udine, Ottavia Piccolo ricorda Ilaria

Udine, Ottavia Piccolo ricorda Ilaria

A distanza di due anni dalla stesura del memorandum sul caso di Anna Politkovskaja – “Donna non rieducabile” – Stefano Massini e Ottavia Piccolo portano in scena un altro caso giornalistico non meno inquietante, ricco di analogie con il caso della giornalista russa assassinata il 7 ottobre del 2006: la storia di Ilaria Alpi.
Al debutto nazionale, dopo l’anteprima di Riccione (foto) durante la serata finale del Premio Ilaria Alpi, UdinEstate ospita “Lo schifo”, dramma che andrà in scena giovedì 29 luglio nella suggestiva cornice di corte Morpurgo a Udine.
Come per la Politkovskaja, anche ne “Lo schifo” c’è una vittima del mestiere di reporter.

Anche in questo caso c’è un ripostiglio del pianeta terra – stavolta chiamato Somalia – dove inaudite efferatezze hanno luogo da decenni. Anche in questo caso c’è un’opinione pubblica pressoché analfabeta nella conoscenza di cosa accade in quegli anfratti del Corno d’Africa. E anche in questo caso c’è la possibilità di un teatro che informi, sveli, ottemperando a un’antica sua funzione di coscienza critica della società.
Il titolo “Lo schifo”, infatti, non è casuale. Il nucleo di tutto quel giro allucinante di connivenze e corruzioni che determinò l’omicidio Alpi-Hrovatin è da cercarsi nella flotta di pescherecci “Shifco”, all’apparenza regalo dell’Italia ai pescatori somali, in realtà tramite per occultare in Somalia il cosiddetto “schifo” – curioso anagramma – di rifiuti tossici e scorie radioattive.
“E a distanza di 15 anni dall’agguato in quella strada polverosa di Mogadiscio – scrive l’autore della pièce, Stefano Massini – ne abbiamo avuto una squassante conferma nelle ultime testimonianze di pentiti sull’affondamento di navi sporche come la Jolly Rosso. Questo nuovo memorandum si profila in continuità stilistica con il mio lavoro sulla Politkovskaja. Una narrazione dal vero, immediata, autoptica, scandita in frammenti taglienti come scatti di istantanea. A metà strada fra un’inchiesta e un racconto, alla ricerca di quella tremenda semplicità con cui la Somalia rivelò, a partire dalle voci dei pescatori del Puntland, tutti i segreti che nascondeva”.