Micro web tv, la televisione fatta in casa

Micro web tv, la televisione fatta in casaTv fai-da-te: sono ben 287 le micro web tv presenti in rete su tutto il territorio italiano. Giampaolo Colletti se ne occupa da tempo e ha raccontato la recente esplosione del fenomeno nel suo libro "TV fai-da-web, storie italiane di micro web", presentato ieri pomeriggio al Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi.

Ma che serve per aprire una micro web tv? Bastano una piccola telecamera, un programma di montaggio reperibile anche in rete e un sistema di distribuzione. Poche centinaia di euro, dunque, ed è fatta. “Le micro tv nascono dall’iniziativa di un singolo o da un gruppo di cittadini che si auto-organizzano – ha spiegato Giampaolo Coletti intervistato da Mauro Sarti -. Lo scopo non è quello di creare un business, ma di riuscire a cambiare lo stato delle cose. Si crea in questo modo una mole notevole di informazione micro-locale fatta da persone che non sono giornalisti e che non ci tengono neanche ad essere definiti tali”.

Succede così che a Senigallia la telestreet Disco volante ha denunciato la presenza di barriere architettoniche a sfavore dei disabili ed ha ottenuto che venissero abbattute; o ancora che Teleosservanza, web tv di una piccola chiesa di quartiere a Cesena, ha riunito intorno a sé diverse community di fedeli di altre parrocchie. Gli argomenti privilegiati sono le tematiche sociali, come nel caso di tv di associazioni di volontariato, oppure problematiche ambientali. Qualche giorno fa la web tv di Messina ha discusso delle possibile conseguenze della marea nera nel Golfo del Messico, segno che anche se le tv sono locali, non manca l’interesse per quello che accade nel mondo. Proprio dal mondo, infatti, e più precisamente dagli italiani all’estero, arrivano molti dei click che accendono le micro web tv.

Gli esperimenti sono innumerevoli e le idee originali non mancano. C’è perfino chi ha cercato di autofinanziarsi organizzando una tombolata online per il paese. “Le micro web tv aiutano ad accrescere il senso di comunità e l’identità territoriale rafforzando il legame con l’area in cui si vive. Sono una forma di cittadinanza attiva che può influenzare anche il macro contesto con storie laterali e diverse, che passerebbero inosservate sulla tv generalista”. Lo stesso vale per le tv aziendali, da cui viene l’esperienza di Coletti: “L’obiettivo di un’azienda è quello di creare una comunità specifica tra i dipendenti che condivida un sistema di valori”.

Rimane da superare quello che in questo momento è lo scoglio più grande, cioè l’accesso alla banda larga da cui oggi sono esclusi ancora sei milioni di italiani. “Le micro web tv sono quello che si può definire il terzo luogo. Dopo lo spazio pubblico e quello privato, le web tv sono il tramite fra la rete e la vita di tutti i giorni”.