Verità e giustizia per Ilaria e Miran: “Ci sono cose su cui bisogna schierarsi pur essendo diversi”

Verità e giustizia per Ilaria e Miran: “Ci sono cose su cui bisogna schierarsi pur essendo diversi”E’ un appello che unisce, senza distinzioni di partito, quello lanciato dall’Associazione Ilaria Alpi affinché, dopo sedici anni, sia finalmente fatta verità e giustizia sul duplice omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, gli inviati Rai assassinati in Somalia il 20 marzo del 1994.

Sono infatti 150 i parlamentari che in pochi giorni hanno sottoscritto l’appello e che si sono così aggiunti alle quasi 3000 persone (giornalisti, semplici cittadini, rappresentanti della società civile, del mondo delle associazioni, della cultura e dello spettacolo) che già lo hanno fatto nelle ultime settimane.

Numerosi, e di tutti gli schieramenti, gli onorevoli intervenuti ieri alla conferenza stampa che si è tenuta alla Camera per rilanciare l’appello e presentare la sedicesima edizione del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi , in programma a Riccione dal 15 al 19 giugno a Riccione.

C’erano Giuseppe Giulietti del gruppo misto, il vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata del Pdl, Leoluca Orlando dell’Idv ed Elisa Marchioni e Carmen Motta in rappresentanza del Pd. E poi Simonetta Saliera (vicepresidente della Regione Emilia-Romagna), Maria Iole Pelliccioni (assessore del Comune di Riccione), il direttore di Rai News 24 Corradino Mineo, Andrea Vianello (direttore scientifico del Premio Ilaria Alpi), Roberto Morrione (presidente di Liberainformazione e membro della giuria del Premio Ilaria Alpi) e Francesco Cavalli, organizzatore del Premio Ilaria Alpi . Tutti trasversalmente d’accordo nell’affermare che i muri di omertà devono essere finalmente abbattuti e che è necessario lavorare insieme, sostenendo la magistratura, per svelare mandanti ed esecutori dell’assassinio di Ilaria e Miran. Perché sul loro omicidio, come ha ricordato Orlando, “esiste la verità ma manca ancora la giustizia”.

“Dopo sedici anni, lunghissimi e dolorosi – ha detto il direttore scientifico del Premio Andrea Vianello – si sa quasi tutto di quel che accadde quella domenica di marzo e perché. Alla verità giornalistica non risponde però una verità giudiziaria, anche se c’è uno spiraglio, perché il gip Emanuele Cersosimo del Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di archiviazione”. Vianello si è rivolto poi ai colleghi giornalisti, affinché continuino a tenere accessi i riflettori sulla vicenda, perché “c’è ancora molto da scavare e da scoprire”.

Con un messaggio è intervenuta anche Rosy Bindi, vicepresidente della Camera: “Non bisogna rinunciare alla verità sulla morte di Ilaria e Miran. Sono certa che questa edizione del Premio Ilaria Alpi sarà un’occasione significativa per dimostrare che senza un’informazione libera siamo tutti più soli e più poveri".

E proprio a Riccione, nell’ambito del Premio Ilaria Alpi, si farà il punto sul caso di Ilaria e Miran. L’appuntamento è giovedì 17 giugno (alle ore 21) presso Villa Mussolini. Nel dibattito “Senza giustizia. L’assassinio Alpi-Hrovatin tra traffici di armi, rifiuti tossici, navi a perdere e mafie” si ricostruirà il filo dei diversi percorsi d’indagine di questa tragica vicenda, dai risultati delle Commissioni parlamentari a quelli della magistratura, fino alle inchieste realizzate negli anni dai giornalisti di stampa e tv.

All’incontro (a ingresso libero come tutti gli appuntamenti del Premio Ilaria Alpi) parteciperanno Riccardo Bocca (giornalista de L’Espresso), Domenico D’Amati (legale della famiglia Alpi), Enrico Fontana (responsabile del rapporto Ecomafie), Mariangela Gritta Grainer (portavoce dell’Associazione Ilaria Alpi), Andrea Purgatori (giornalista della Rai) e Luciano Scalettari (giornalista di Famiglia Cristiana). Conduce Roberto Morrione, presidente di Liberainformazione.