Ilaria e Miran in cartoon, ma serve un produttore

Ilaria e Miran in cartoon, ma serve un produttoreE’ stata raccontata attraverso inchieste giornalistiche, libri e trasmissioni televisive. Il regista Ferdinando Vicentini Orgnani l’ha portata sul grande schermo con l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno. Se ne è fatta pure una graphic novel, scritta da Marco Rizzo e disegnata da Francesco Ripoli. Ora la storia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sta per diventare un film d’animazione. Anzi, potrebbe: perché se l’idea è forte, la convinzione altrettanto e i lavori sono a buon punto, adesso serve un produttore che nella storia ci creda e sia disposto a investirci.

L’idea, la convinzione e la mano che pazientemente, fotogramma dopo fotogramma e senza utilizzo di computer grafica, sta realizzando il cartoon, sono del giovane veneziano Marco Giolo. Il film, naturalmente, ha già un titolo: “Ilaria & Miran. Alla ricerca della verità”. Il progetto è arrivare a 40 minuti di animazione (il trailer si può intanto vedere qui), con la giornalista del Tg3 e il suo operatore alle prese con navi dei veleni che fanno la spola tra l’Italia e la Somalia, trafficanti di armi e rifiuti tossici, diplomatici e signori della guerra, fino al tragico epilogo, con l’agguato, il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, che costò loro la vita.

“L’idea l’ho avuta molto tempo fa, a metà degli anni Novanta e ho iniziata a svilupparla nel 2008 – racconta Marco -. L’ho presentata, con tanto di business plan, a festival, produttori e commissioni cinematografiche, cercando qualcuno che mi aiutasse economicamente a realizzarla, ma ho avuto solo risposte negative”. Marco, però, non si è lasciato scoraggiare: si è messo sotto a disegnare, montare scene e dialoghi (alcuni sono originali, con la voce di Ilaria e dei suoi intervistati), registrare musiche per la colonna sonore. Perché la storia c’è e secondo lui c’è anche un mercato, italiano e non solo.

“I cartoni italiani sono tutti uguali – continua Marco – perché il mercato richiede sempre le stesse cose, clan di maghette per vendere scarpine, magliette e gadget vari. Io, invece, voglio fare qualcosa di diverso, un film d’animazione per un pubblico più maturo, ma che può essere visto anche nelle scuole. Sono convinto delle mie idee e nel caso di Ilaria e Miran c’è tutto per interessare, c’è la ricerca della verità, la guerra, i misteri, c’è il tema ambientalista, i rifiuti tossici, il traffico di armi”. Marco per adesso ha realizzato 12 minuti, tutto a suo spese. Ora però si trova a un bivio: decidere se andare avanti o dedicarsi ad altro che gli permetta di vivere. “Io il progetto non lo voglio assolutamente abbandonare – spiega -, l’anno scorso ho anche rifiutato una proposta di lavoro a Tokio, ma ho bisogno di qualcuno che copra almeno i costi di produzione”.

Ma per Marco la storia di Ilaria e Miran è molto di più di un “progetto”. E’ un caso che lo ha appassionato, coinvolto fino in fondo, un caso che va raccontato per smuovere le coscienze e tenere viva la memoria di quei due giornalisti uccisi per aver fatto fino in fondo il loro mestiere. Ma si arriverà mai a una verità? “Secondo me – risponde – il problema non è che non si riesca, è che non si vuole che tutta la verità venga fuori. Quello che vorrei fare con il mio lavoro è proprio raccontare quello che si è scoperto e che è documentato, anche perché i ragazzini di oggi la storia di Ilaria e Miran la ignorano proprio e l’animazione potrebbe essere un ottimo mezzo per fargliela conoscere”.