Rosarno, storia d’Italia. Al Premio Ilaria Alpi si parla di ‘ndrangheta e Arance Insanguinate

Rosarno, storia d’Italia. Al Premio Ilaria Alpi si parla di ‘ndrangheta e Arance Insanguinate

La rivolta dei migranti di Rosarno dello scorso gennaio è ancora nella mente di tutti con le sue immagini di sfruttamento, violenza, frustrazione e rabbia. Ma Rosarno non è solo razzismo e ‘ndrangheta, è una terra coraggiosa e civile, di lunghe tradizioni democratiche, abitata da uomini e donne che la criminalità non la vogliono e la combattono, seguendo l’esempio di Giuseppe Valarioti, insegnante precario e giovane segretario del Pci, ucciso a trent’anni, nel 1980, da quella che diventerà la mafia più temibile d’Europa. Di Rosarno, della sua gente e delle sue mille storie, di Rosarno come specchio dell’Italia di oggi, si parlerà venerdì 18 giugno alle ore 16 a Riccione (Palazzo del turismo), in occasione della sedicesima edizione del Premio Ilaria Alpi.

Al dibattito, a ingresso gratuito come tutti gli appuntamenti del Premio, parteciperanno i giornalisti Amedeo Ricucci, Vito Foderà e Mario Portanova. Il coordinatore di Coop Italia per la responsabilità sociale Franco Ciappelli parlerà delle iniziative e dei controlli messi in campo dalla Coop per contrastare lo sfruttamento e promuovere i diritti e la sicurezza dei lavoratori, mentre Danilo Chirico dell’associazione antimafie daSud presenterà il libro “Il caso Valarioti” scritto insieme ad Alessio Magro (Round Robin Editrice) e il dossier “Arance insanguinate”, con cui Stopndrangheta.it e daSud hanno ricostruito, attraverso articoli, analisi, testi e fotografie, i vent’anni di soprusi e violenze a danno dei migranti nella Piana di Gioia Tauro.

Leggi l’intervista a Danilo Chirico-daSud

L’incontro si concluderà con la proiezione di “La spremuta”, il reportage girato a Rosarno da Luca Bertazzoni di Annozero, in finale al concorso del Premio Ilaria Alpi nelle sezioni “giovani” e “miglior reportage italiano lungo” (clicca
qui per vedere il servizio).