Premio Ilaria Alpi 2010, scelti i video finalisti. Le proiezioni a Riccione dal 17 al 19 giugno

Premio Ilaria Alpi 2010, scelti i video finalisti. Le proiezioni a Riccione dal 17 al 19 giugnoIl terremoto, le violenze e i saccheggi di Haiti, gli schiavi di Dubai, i profughi afgani. Ma anche tante storie italiane, di mafia, di camorra, di corruzione, di immigrazione, di degrado ecologico. Sono questi alcuni dei temi trattati nei servizi finalisti della sedicesima edizione del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, in programma a Riccione dal 15 al 19 giugno.

Le videoinchieste, selezionate dalla giuria presieduta da Italo Moretti, portano la firma di giornalisti affermati delle più importanti televisioni italiane e internazionali, ma anche quella di molti giovani e studenti, i cui reportage sono stati trasmessi da testate locali e da portali online. Novità di questa edizione del Premio, tutti i filmati finalisti saranno proiettati a Riccione alla presenza degli autori. Ad introdurli, testimonial di associazioni e organizzazioni sensibili ai temi raccontati dagli stessi giornalisti. Le proiezioni si terranno presso Villa Mussolini (viale Milano 31), da giovedì 17 a sabato 19 giugno. Inoltre, già da oggi, i video finalisti del 2010 e quelli della precedente edizione sono consultabili nella videogallery del sito del Premio Ilaria Alpi, realizzato dall’azienda riminese Hi-Net.

Ma ecco la rosa dei finalisti , divisa per le diverse categorie in cui è articolato il concorso. Per la sezione servizi per tg sono stati selezionati i lavori di Tiziana Prezzo di SkyTg24 (“Saccheggi e violenza a Port au Prince”), Gianfranco Botta e Lucia Goracci del Tg3 (“Mattatoio Port au Prince”) e Oliviero Bergamini e Walter Padovani, ancora del Tg3 (“Schiavi invisibili di Dubai”). Nella sezione reportage breve, ecco invece Paolo Zagari di “Crash”, programma di Rai Educational (“Terra di nessuno”, sull’abusivismo nella zona di Castelvolturno), Francesco Lombardi di “Mi manda Rai Tre” (“Vongole tossiche”, sulla pesca abusiva nella laguna di Venezia), Marco Corrias del programma di Canale 5 “Terra!” (“Fanalino di coda”, girato a Platì, in Calabria, uno dei paesi a più alta densità criminale) e Pablo Trincia che per Le Iene si è “Infiltrato tra i profughi afghani”.

Tra i reportage lunghi vanno in finale Luca Bertazzoni di “Annozero” (“La spremuta”, inchiesta sui fatti di Rosarno tra ‘ndrangheta e sfruttamento degli extracomunitari), Domenico Iannacone del programma di Rai Tre “Presa diretta” (“Il progetto, ovvero storia di un’Italia incosciente”, sull’abusivismo e i rischi geologici), Francesca Fagnani di “La storia siamo noi” (“57 giorni a Palermo”, sugli angeli della scorta che persero la vita insieme al giudice Borsellino) ed Emilio Casalini e Federico Ruffo di “Crash” (“Ex Eutelia. La vera storia”, lavoratori che si battono per il proprio posto e manager spregiudicati che si improvvisano giustizieri).

Tre i lavori selezionati nella sezione reportage internazionali: sono quelli di Francesco Cannito, Luca Cusani e Michela Sechi di Al Jazeera English (“Shooting Muhammad”, storia di un profugo palestinese di 21 anni), Anouk Burel del programma di France 2 “Envoyé Spécial” (“Les glaneurs de Nairobi”, su una delle più impressionanti discariche abusive d’Africa), e di Gianni Gaggini, Marco Tagliabue e Maria Roselli del programma della Radio televisione svizzera “Falò” (“Soldi sporchi”, sulle cellule della ‘ndrangheta presenti in Svizzera).

Al premio produzione riservato alle inchieste inedite, concorrono Vittorio Romano con “I furbetti della vasca” (sull’organizzazione dei mondiali di nuoto che si sono svolti a Roma nel 2009), Simone Amendola con “Alisya nel paese delle meraviglie” (la vita dei giovani di seconda generazione che vivono nel quartiere Cinquina, alla periferia di Roma) e Anna Maria Selini con “Gaza, guerra all’informazione” (sulle intimidazioni e i controlli subiti dai giornalisti palestinesi).

Molti, come detto, i lavori di giornalisti in erba che arrivano in finale nella sezione servizi per tv locali. Ci sono Silvia Balducci e Andrea Gerli che per il Tg della Scuola di giornalismo di Perugia hanno raccontato le infiltrazioni della “Mafia in Umbria”, mentre Chiara Zappalà sul portale Ducatonline della Scuola di Giornalismo di Urbino ha mostrato il degrado abitativo a Catania (“Una rovina di città”). Poi Francesca Lombardi del sito Gazzettadiparma.it (“Infibulazione km zero. Parma e le mutilazioni genitali femminili”) e Manuela Baldi di Ducatonline (“Olocausto”, sull’ignoranza dei giovani a confronto con la testimonianza dei sopravvissuti).

Nella sezione premio giovani riservata ai giornalisti under33 ritroviamo Vittorio Romano con “Scampia, vittime o complici?”, Pablo Trincia con “I disperati del Sahara” e Luca Bertazzoni con “La spremuta”. Infine, per il premio Miran Hrovatin entrano in finale Flavio Maspes di SkyTg24 (“Saccheggi e violenza a Port au Prince”), Mario Vasta di “Annozero” (“La spremuta”) e Frederic Bohn di “Envoyé Spécial” (“Le glaneurs de Nairobi”).