Maurizio Torrealta (RaiNews24): “Ilaria Alpi ci ha insegnato ad avere più coraggio”

Maurizio Torrealta (RaiNews24): “Ilaria Alpi ci ha insegnato ad avere più coraggio”Maurizio Torrealta, ora caporedattore di RaiNews24 e un tempo collega di Ilaria Alpi a Rai3, sarà uno dei giurati al Premio di Riccione. “Ilaria è stata uccisa per insabbiare quello che sapeva e invece i riflettori si sono accesi sull’argomento”.

Qual è il senso del giornalismo d’inchiesta oggi?
“Il problema è molto semplice ed è un problema di mercato. Con il passaggio al digitale sono aumentate le possibilità di canali e con internet puoi accedere a un numero illimitato di canali. Quale sarà dunque il discrimine? Dovranno esserci delle televisioni connotate, che affronteranno in modo specifico determinate aree tematiche. L’inchiesta sarà quindi il mattone che creerà la credibilità di una televisione, di un canale. Quello che ci connoterà sarà il lavoro serio che abbiamo fatto come giornalisti investigativi. Le inchieste saranno il criterio di sopravvivenza di alcune testate, il paradigma del nuovo mercato”.

Nelle inchieste di RaiNews24 si è occupato anche di nucleare, delle navi dei veleni. C’è più interesse oggi per il giornalismo investigativo ambientale?
“Direi proprio di sì, soprattutto per le tematiche che ci riguardano più da vicino, come il nucleare. Il discorso sull’energia non può essere ideologizzato. Devi capirlo, farlo capire ed essere trasparente. È come una macchina: c’è chi la sa guidare e chi no, e chi non lo sa fare è meglio che non lo faccia”.

Com’è nato il premio Ilaria Alpi?
“Nel ’94 avevo vinto un premio a Riccione. Stavo parlando degli ultimi avvenimenti con Francesco Cavalli, uno degli organizzatori e suggerii di cambiare il nome del premio e dedicarlo a Ilaria Alpi. Loro capirono che il caso non si sarebbe risolto in fretta e ne sono diventati la memoria”.

Si può arrivare alla verità sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin?
“Penso di sì. Si può arrivare a non pensare che sia già stata trovata una soluzione. Questo potrebbe essere un piccolo passo. C’è una persona che è in carcere da anni, ma si è trattato solo di un’operazione per trovare un capro espiatorio, per sviare l’attenzione dal caso. Gli elementi ora si stanno chiarendo, ci sono delle testimonianze. Ilaria è stata ammazzata brutalmente poco prima delle elezioni del ’94, un momento già di per sé delicatissimo a causa della discesa in campo di un nuovo partito. Quello che lei aveva scoperto avrebbe creato molte difficoltà a diverse aree politiche”.

Cosa ci ha insegnato il caso Ilaria Alpi?
“Ci ha insegnato ad avere più coraggio e preparazione. Ilaria era più preparata dei suoi colleghi e soprattutto conosceva la lingua del posto. Oggi vedo giornalisti che pretendono di conoscere il mondo e non sanno nemmeno che lingua si parla nei paesi in cui si recano. Ilaria aveva autonomia e coraggio. Ha capito dov’era la storia e si è slegata dagli altri per andare a raccontarla. È stata uccisa per insabbiare quello che sapeva e invece i riflettori si sono accesi sull’argomento. È un altro insegnamento, perché nessuno pensi mai di usare metodi così orrendi per bloccare l’informazione”.