Andrea Vianello sulla prossima edizione del Premio Ilaria Alpi: “Un baluardo dell’informazione televisiva, con nuovi appuntamenti per giovani e cittadini”

Andrea Vianello sulla prossima edizione del Premio Ilaria Alpi: “Un baluardo dell’informazione televisiva, con nuovi appuntamenti per giovani e cittadini”

Manca poco più di un mese al Premio Ilaria Alpi. Quattro giorni a Riccione (dal 16 al 19 giugno) di riflessione e approfondimento sui temi del giornalismo televisivo, film, spettacoli, presentazioni di libri, mostre fotografiche, dibattiti e tante immagini. Per ricordare Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati a Mogadiscio quel 20 marzo 1994, e sempre vivi nel cuore di milioni di italiani. Andrea Vianello, volto noto della Rai con il suo “Mi manda RaiTre” , amico e collega di Ilaria e per tanti anni conduttore della serata finale della manifestazione, è oggi direttore scientifico del Premio alla sua sedicesima edizione.

Vianello, oltre duemila firme in pochi giorni per l’appello che chiede verità su Ilaria e Miran. Con tante personalità. C’è un motivo?
“Penso proprio di sì: quella di Ilaria è una storia che non è stata dimenticata. Una storia che è entrata nel cuore del nostro paese. La storia di una giornalista che amava il suo lavoro, che cercava la verità. E che per questo ha pagato. Uccisa in un agguato, un duplice omicidio che ha tolto la vita a lei e a Miran Hrovatin. E non è stato – ricordiamolo sempre – un incidente di guerra. Per questo è importante ricordare Ilaria non solo come simbolo, come fa giustamente il Premio Ilaria Alpi, ma anche come donna, come una grande giornalista italiana. Ricordarla per quello che era realmente”.

La verità è ancora lontana…
“Le ricostruzioni giornalistiche sono andate più avanti di quelle della magistratura. Ma questo non ci può bastare, bisogna andare fino in fondo perché sono ancora molte le ombre sul caso Alpi. Serve innanzitutto una verità giudiziaria che ancora non c’è. E la magistratura deve continuare ad indagare: in questo senso è un bene che sia stata recentemente respinta la richiesta di archiviazione”.

Eppure c’è stata una commissione d’inchiesta parlamentare.
“Ecco, quella della commissione d’inchiesta sul caso Ilaria Alpi era stata un’ottima iniziativa: peccato che si sia arrivati a quelle ben note e scellerate conclusioni. In questo senso anche la politica deve fare la sua parte, deve portare avanti una forte opera di sensibilizzazione”.

Sedicesima edizione quest’anno per il Premio Ilaria Alpi. Con delle novità.
“Sedici anni del Premio Ilaria Alpi sono stati importanti. Oggi il Premio di Riccione è un grande baluardo dell’informazione televisiva di qualità. Un’isola sull’informazione dove in tanti partecipano per orientarsi… Quest’anno abbiamo cercato di allargare il Premio ad un nuovo pubblico, dunque non solo giornalisti, ma anche studenti, normali cittadini, telespettatori, persone semplicemente interessate ai temi che verranno trattati”.

E uno spazio, tutte le sere, sarà dedicato ai temi della televisione italiana…
“Diciamo che con l’associazione che promuove il Premio abbiamo pensato a nuovi appuntamenti, e qualche importante arricchimento del programma. In fondo siamo a Riccione, una grande città delle vacanze, ospitale, giovane… Saranno quattro giorni di riflessione importanti. Per quello che mi riguarda tutte le sere condurrò uno spazio che si chiamerà ‘Aperitivù’, a Villa Mussolini, proprio in faccia al mare, che sarà un momento di discussione leggero, easy, con un bicchiere in mano, ma per affrontare temi importanti come il ruolo dei corrispondenti, il dilagare dei talk-show, la politica in video… Un modo diverso per parlare di cose serie”.

Per informazioni sul Premio Ilaria Alpi: www.premioilariaalpi.it