Ucciso un altro giornalista, è il terzo in due settimane

L’ennesimo omicidio mirato in Somalia ha colpito il terzo giornalista in due settimane. A cadere nell’imboscata di un commando armato non identificato e’ stato Abdulkadir Mahad Moallim Kaskey, reporter di ‘Radio Banadir’. Kaskey e’ stato freddato nella provincia sudoccidentale di Gedo mentre era su un minibus; nell’assalto un passeggero e’ rimasto ferito.
L’omicidio e’ stato aspramente condannato dall’Unione nazionale del giornalisti somali, il cui capo, Faruk Osman, ha lanciato un appello alla comunita’ internazionale perche’ sia aperta un’inchiesta sui sette omicidi di cronisti avvenuti dall’inizio dell’anno. Le organizzazioni in difesa della liberta’ di stampa, intanto, hanno chiesto alle autorita’ del governo transitorio di vigilare sulla sicurezza dei pochi giornalisti somali rimasti nel Paese. Negli anni, infatti, la maggior parte dei media locali e’ stata costretta a emigrare per ragioni di sicurezza nei Paesi confinanti.
Grande preoccupazione per la frequenza degli assassinii di cronisti e’ stata espressa anche da Nino Sergi, segretario generale della Ong Intersos, attiva in Somalia da 17 anni.
"C’e’ qualcuno all’interno e al di fuori del Paese che non vuole un’informazione attenta", ha spiegato Sergi, "e non vuole il cambiamento: quindi crea destabilizzazione e chiude la bocca a chi non vuole che la apra". Per questo, ha insistito Sergi, "bisogna dare subito un segnale politico forte", e "sia i somali sia la comunita’ internazionale devono prendere coscienza del cambiamento in atto e assumersi le proprie responsabilita’". La piu’ appropriata, ha suggerito il capo di Intersos, potrebbe essere l’incontro a Roma, a meta’ settembre, del Gruppo di contatto per la Somalia, di cui fanno parte Onu, Unione africana, Unione europea, Stati Uniti, Lega araba e Igad, oltre a Italia, Inghilterra e Svezia.
L’11 agosto, a Mogadiscio, cadde sotto i colpi di fucile Ali Iman Sharmarke, fondatore e direttore di ‘Horn Afrik Media’, un gruppo indipendente somalo con sette emittenti radiofoniche e una televisiva, tornato in Somalia nove anni fa dal Canada, dove risiedeva e aveva acquisito la cittadinanza.
Sharmarke e’ stato ucciso mentre rientrava dalla cerimonia funebre del collega Mahad Ahmed Elmi, direttore di ‘Radio Capital’, un’emittente del gruppo, ucciso il giorno prima.