Appello Msf:libertà di movimento per le cure dei profughi

Accesso "urgente" alle cure per i profughi di Mogadiscio e liberta’ di movimento per lo staff medico di Medici senza frontiere (Msf). E’ l’appello lanciato dall’organizzazione umanitaria a tutte le parti in conflitto in Somalia. "Con bombardamenti e sparatorie che si ripetono ormai quasi ogni giorno a Mogadiscio", ha dichiarato Christophe Fournier, presidente internazionale di Msf, "le persone che avrebbero bisogno di assistenza medica hanno troppa paura per lasciare le loro case, il personale medico sta abbandonando la citta’ e gli ospedali sono chiusi o appena funzionanti". Per l’operatore umanitario, "la mancanza di rispetto" nel permettere ai medici di lavorare e a malati e feriti di ricevere le cure necessarie "e’ scioccante e assolutamente inaccettabile".
Da gennaio Msf ha curato circa 60mila persone nelle sue strutture ambulatoriali nella capitale e nei dintorni, ma la mancanza di sicurezza ha impedito all’organizzazione di aprire servizi medici per i casi piu’ gravi e gli interventi chirurgici. "Dovremmo mandare ambulanze e trasportare malati e feriti per le dovute cure" ha insistito Fournier, "ma dopo mesi di tentativi non possiamo ancora neanche muoverci liberamente per le strade e fornire il livello di assistenza necessario".
Dall’inizio dell’anno, la violenza a Mogadiscio ha anche provocato l’esodo di centinaia di migliaia di persone: 20.800 famiglie, circa 125mila persone, sono arrivate nella regione di Afgooye, a ovest della citta’. A luglio sono giunte 5mila nuove famiglie, 30mila persone circa. Molti profughi vivono in condizioni disperate con poca assistenza, inadeguato accesso ad acqua e ripari, e senza accesso continuato al cibo. Ad Hawa Abdi, 17 chilometri a ovest di Mogadiscio, una rapida verifica della situazione sanitaria condotta in giugno da Msf su 641 bambini di famiglie di profughi ha indicato un tasso di malnutrizione del 21,5%, tra i bimbi sotto i cinque anni, e un tasso di malnutrizione acuta del 3%. Secondo gli standard dell’Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms) si tratta di un’emergenza nutrizionale. Piu’ del 60% queste famiglie non ha alcuna fonte di reddito e il 93% ha dichiarato di aver quasi gia’ esaurito le riserve alimentari.