A Mogadiscio 4 morti e nuove violenze nella notte

Cruenti scontri a fuoco hanno opposto la scorsa notte a Mogadiscio miliziani islamici ai soldati somali ed etiopici, mettendo ancora più in forse l’utilità della conferenza di pace cominciata a luglio. Scoppiate poco prima della mezzanotte, le violenze si sono verificate nel sud di Mogadiscio e hanno fatto almeno quattro morti e diversi feriti, secondo un bilancio fornito dalla polizia e dall’esercito somalo. La situazione era tornata alla normalità a metà giornata di oggi. Secondo testimoni, i combattimenti più intensi sono avvenuti nei pressi del commissariato di polizia di Holwadag. Utilizzando lancia-razzi e obici, i miliziani hanno attaccato le forze governative di stanza presso una vecchia fabbrica, provocando due morti fra i soldati somali, secondo una fonte militare anonima. Il corpo di un civile ucciso da un proiettile alla testa è inoltre stato ritrovato nei pressi dell’incrocio di Ali Kamin,. Quest’ultima ondata di violenze avviene mentre a Mogadiscio è in corso dal 15 luglio e sotto un imponente dispositivo di sicurezza una conferenza di "riconciliazione nazionale", che ambisce riportare la pace in un Paese devastato da 16 anni di guerra civile. Questa ennesima conferenza di pace, convocata sotto pressione della comunità internazionale, è stata sospesa nel pomeriggio di ieri per cinque giorni per ragioni tecniche. Dubbi sulla sua utilità si affacciavano fin dalla sua apertura a causa del boicottaggio del movimento islamico che rappresenta la principale opposizione al governo somalo. Fra la fine del 2006 e l’inizio del 2007, le Corti islamiche sono state sconfitte dall’esercito etiopico alleato delle forze somale, perdendo le regioni somale che controllavano da diversi mesi. L’esercito etiopico è intervenuto nella vicina Somalia ufficialmente a fine 2006, sostenendo che le Corti islamiche rappresentassero una minaccia contro Addis Abeba.