Allarme UNCHR, 27.000 in fuga da Mogadiscio

E’ emergenza sfollati in Somalia, dove dall’inizio di giugno circa 27.000 persone sono fuggite da Mogadiscio a causa della guerriglia urbana tra estremisti islamici e truppe etiopiche, che continua a insanguinare le strade della capitale. L’allarme e’ stato lanciato dall’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che ha sottolineato come in pericolo siano soprattutto i bambini, sia per la carenza di cibo sia per il rischio di epidemie. Sebbene a maggio le autorita’ transitorie somale avessero dichiarato di avere sconfitto le forze anti-governative, negli ultimi due mesi una nuova ondata di violenza ha provocato un ulteriore flusso di sfollati: seimila a giugno e 21.000 in luglio. Fra febbraio e maggio, inoltre, piu’ di quattrocentomila civili avevano lasciato Mogadiscio a causa dei pesanti combattimenti divampati nell’instabile capitale somala tra le truppe del governo di transizione, appoggiate da quelle inviate dall’Etiopia, e le milizie degli insorti rimasti fedeli alle deposte Corti islamiche. Secondo i dati dell’agenzia Onu, di tali quattrocentomila sfollati circa 125.000 sono rientrati nella citta’. Tuttavia, in base a quanto raccontato dagli sfollati, a Mogadiscio bombardamenti e scontri a fuoco sono all’ordine del giorno. Le madri non sono in grado di comprare da mangiare ai figli, e i lavoratori non riescono a guadagnare abbastanza per sopravvivere. I bambini, inoltre, non possono andare a scuola, e molti quartieri sono isolati a causa delle inesistenti condizioni di sicurezza o dei blocchi stradali. Veronique Taveau, inviata dell’Unicef, ha riferito che almeno venti bambini sono morti negli scontri dell’ultimo mese. L’Unhcr ha anche riferito casi di rapine e di stupri da parte di miliziani armati, e di banditi che hanno allestito posti di blocco propri lungo le vie di fuga dalla capitale. La maggior parte degli sfollati affermano tuttavia di voler rientrare a Mogadiscio il prima possibile, non appena vi sara’ stata ristabilita la pace.