Ancora scontri e assalti a Mogadiscio

E’ di 12 morti e decine di feriti il bilancio di un’altra notte di attacchi e scontri a Mogadiscio, la capitale somala blindata per i lavori della conferenza di pace iniziata il 15 luglio. In tre distinti assalti, gruppi legati ai fondamentalisti islamici hanno lanciato granate e colpi di mortaio contro obiettivi militari del governo di transizione ed etiopi, ma le esplosioni anche coinvolto anche le abitazioni vicine.
In un primo attentato contro una stazione di polizia a sud di Mogadiscio, alcuni dei 20 colpi di mortaio esplosi hanno centrato le case vicine uccidendo almeno 8 persone, tra cui una madre con le sue due bambine. Poco lontano, altri 2 civili sono rimasti coinvolti nell’esplosione di una granata lanciata contro una pattuglia e sono morti sul colpo. A terra, gravemente feriti, sono rimasti alcuni poliziotti. Un’altra granata ha ucciso un militare di Addis Abeba e un civile piu’ a nord. Un ufficiale della polizia somala ha dichiarato che gli assalti degli ultimi due giorni hanno ferito in modo grave almeno 7 agenti.
Gli attacchi degli estremisti islamici nell’ultimo mese rientrano in una precisa strategia che punta a boicottare i lavori della conferenza di riconciliazione nazionale che, per la prima volta in 14 anni, si svolge su suolo somalo. Il congresso, al quale partecipano quasi 1.400 rappresentanti di clan e sotto-clan somali, vuole coinvolgere nel processo di pace anche molti clan e gruppi finora sempre esclusi dal governo. Al dialogo partecipano anche quei leader dell’Alleanza delle Corti islamiche che hanno accettato di deporre le armi e sedere al tavolo delle trattative.