31 luglio a Mogadiscio:il bilancio

ATTACCHI A MOGADISCIO, ALMENO 7 I MORTI E 11 I FERITI 

E’ salito ad almeno sette morti e undici feriti, tutti civili, il bilancio complessivo della nuova ondata di attacchi armati a Mogadiscio, dove continua a inasprirsi la tensione in concomitanza con i lavori della conferenza di riconciliazione nazionale. Due gli attentati piu’ recenti, uno contro una postazione militare etiopica nei cui pressi stava transitando un convoglio delle forze governative locali, e un altro all’indirizzo di una pattuglia della polizia nel bazar di Bakara, il piu’ importante della capitale somala. Vicino al medesimo mercato sono inoltre stati rinvenuti due cadaveri gettati per strada; presentavano lesioni da arma da fuoco alla testa e alle spalle. "I nostri obiettivi sono unicamente militari", ha peraltro dichiarato ai giornalisti un portavoce dei ribelli rimasti fedeli alle deposte Corti islamiche. "Continueremo a combattere finche’ gli etiopi non lasceranno la nostra terra". Alla conferenza di pace, iniziata a meta’ luglio, prendono parte oltre mille delegati di tutte le fazioni e i clan somali. Gli attacchi e le esplosioni nelle vicinanze dell’assise sono all’ordine del giorno. La scorsa settimana un rapporto delle Nazioni Unite ha accusato l’Eritrea, Paese storicamente rivale di Addis Abeba, di rifornire di armi i guerriglieri integralisti. Uno dei leader delle Corti islamiche, lo sceicco Sharif Ahmad, ha pero’ negato qualsiasi legame tra il governo di Asmara e i ribelli. "Non abbiamo mai ricevuto armi dall’Eritrea", ha affermato Ahmad, "ne troviamo in abbondanza anche in Somalia". Il rapporto Onu ha rivelato che attualmente in Somalia circolano tante armi quante ce ne erano ai tempi della guerra civile del 1991. Il documento stilato dagli esperti delle Nazioni Unite ha inoltre puntato il dito contro l’Etiopia per l’uso di armi al fosforo bianco nel Paese confinante, in violazione della Convenzione di Ginevra.