Dall’Italia, due cargo di aiuti umanitari per la Somalia

Due aerei cargo carichi di generi di prima necessità per il soccorso alle popolazioni somale sfollate e l’assistenza sanitaria-ospedaliera sono atterrati a Baidoa il 23 e 25 luglio.

L’iniziativa è stata voluta da ‘Italia Aiuta’, il primo coordinamento italiano di Organizzazioni Non Governative (ONG) per l’emergenza umanitaria, che ha ricevuto il pieno sostegno della Cooperazione allo sviluppo del Ministero Affari Esteri. Le 28 tonnellate di aiuti, per un valore complessivo di 260 mila euro, raggiungeranno 86 mila persone nelle regioni del Benadir-Mogadiscio, Medio e Basso Scebeli e Bay, dove gli operatori delle ONG sono al lavoro per soccorrere i profughi.

Dopo i violenti scontri tra milizie governative, appoggiate dall’esercito etiopico, e gruppi armati locali legati ad alcuni clan e alle ex-Corti islamiche, che hanno colpito Mogadiscio nei mesi scorsi, il numero degli sfollati in Somalia ha raggiunto quota 200 mila.

Secondo l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, tra giugno e luglio è rientrato nella capitale poco più del 23 per cento dei 391 mila somali che, si stima, erano già fuggiti da Mogadiscio tra febbraio e maggio, un esodo causato dai sanguinosi combattimenti tra le milizie governative e i gruppi armati contrari all’esecutivo di transizione.

Molti di coloro che sono rientrati a Mogadiscio, precisa l’UNHCR in un comunicato, hanno fatto ritorno in aree – quali i distretti di Waberi, Xamar, Jab-Jab e Medina – che non sono state interessate dalle varie fasi dei combattimenti.

Mentre un flusso "contenuto ma costante" di persone fa rientro a Mogadiscio, centinaia di migliaia di somali rimangono sfollati in diverse regioni del paese. Al momento, il numero dei civili in fuga supera quello di coloro che stanno rientrando nelle proprie case.

I casi di colera e dissenteria continuano a colpire in particolare i bambini, fanno sapere le ONG che stanno pianificando la sistemazione di tende, la distribuzione di taniche per l’acqua potabile e di teli di plastica per il riparo dalla pioggia, la realizzazione di latrine d’emergenza, e la distribuzione di farmaci nelle aree di raccolta degli sfollati.

Agli ospedali di Mogadiscio, Baidoa, Jowhar e Merca saranno inoltre consegnati medicinali, kit sanitari d’emergenza e generatori elettrici.

"E’ un aiuto di cui la popolazione somala ha grande bisogno", ha dichiarato il primo ministro somalo, Ali Mohamed Ghedi, "e ci fa piacere che giunga dall’Italia, che rimane per noi il Paese cui ci sentiamo più legati e su cui contiamo in questa difficile fase del cammino di pacificazione".

Gli interventi saranno gestiti direttamente da alcune ONG presenti nelle quattro regioni (Caritas, Cesvi, Cisp, Cosv e Intersos), in coordinamento con le autorità somale e le strutture sanitarie locali.

Resta però scarsa l’attenzione riservata alla grave emergenza umanitaria che si sta consumando in Somalia, secondo Nino Sergi, segretario generale di Intersos, ONG impegnata da anni in Somalia, e tra i fondatori di Italia Aiuta.

"Soprattutto in questi giorni in cui sono state avviate le difficili trattative della conferenza di pace", ha dichiarato Sergi a nome di Italia Aiuta, "la presenza solidale dell’Italia rappresenta un importante segnale di partecipazione", rivolgendo poi uno specifico richiamo ai media perché dedichino alla Somalia "una maggiore e costante attenzione".

“Purtroppo nella maggior parte dei casi i disastri umanitari di cui veniamo improvvisamente a conoscenza sono, in realtà, il frutto di crisi prolungate e di emergenze già in atto da tempo", aveva dichiarato Nino Sergi, in occasione del lancio dell’iniziativa italiana. "Italia Aiuta intende farsi carico del difficile compito di intervenire nelle crisi dimenticate, dove la gente muore in silenzio, senza fare rumore”.

Italia Aiuta, nata per rispondere alle crisi prima in Darfur, poi in Libano, e oggi in Somalia, è un coordinamento formato dalle Organizzazioni Non Governative Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Intersos e Movimondo, e dal settimanale VITA.