Il Vescovo di Gibuti. Evitare di buttare altra benzina sul fuoco

Il presidente ad interim somalo, Abdullahi Yusuf Ahmed, arrivato ieri a Mogadiscio per la prima volta da quando e’ stato eletto, nell’ottobre del 2004, ha dichiarato che i militari statunitensi hanno il diritto di attaccare i terroristi di Al Qaida in tutto il mondo: e che di questa strategia fa parte l’incursione in Somalia. Il Presidente ha il difficile compito di stabilizzare un Paese che e’ privo di un governo stabile dal 1991 e che da allora e’ piombato nell’anarchia e nella guerra civile. Dopo aver cacciato le Corti Islamiche da Mogadiscio, con il contributo dell’esercito etiopico, il Governo di transizione intende stabilizzare la situazione con l’intervento di una forza di pace africana. ”La comunita’ internazionale deve creare la cornice all’interno della quale devono essere i somali a tracciare la politica per riportare la pace in Somalia- dice Mons. Bertin- In Somalia esiste un proverbio che dice: ”Solo il gobbo sa in quale posizione puo’ dormire”. La stessa cosa per i somali. Solo loro sanno quali sono i passi necessari per stabilizzare il Paese. A patto pero’ che la comunita’ internazionale appoggi i loro sforzi e non sfrutti le divisioni dei somali per altri fini”, conclude il Vescovo.