Il governo somalo ha autorizzato l’attacco americano

Il governo somalo ha autorizzato l’attacco. L’obiettivo: colpire i responsabili degli attacchi alle ambasciate in Kenya e Tanzania
Gli Usa intervengono in Somalia Raid contro Al Qaeda: "Almeno 4 morti"
Il presidente somalo: "Era la cosa giusta da fare"

MOGADISCIO – Sarebbero almeno quattro i morti, tutti civili, causati dall’attacco aereo sferrato dall’aviazione americana nel sud della Somalia per colpire alcuni integralisti sospettati di legami con Al Qaeda. La notizia viene confermata dal portavoce del governo somalo che ha autorizzato il raid.

Secondo quanto riferito da Abdirisak Hassan a nome del premier somalo Ali Gedi il governo avrebbe "autorizzato azioni che vanno oltre i raid aerei". Quello di oggi è il primo intervento diretto degli Stati Uniti nel conflitto tra le forze leali al governo di transizione e le Corti islamiche. Positivo il commento del presidente somalo Abdullahi Yusuf Ahmed: "Era la cosa giusta da fare".

"Il bersaglio – ha spiegato il portavoce del governo – era un piccolo villaggio, Badel, dove si nascondevano i terroristi. L’aereo ha colpito il bersaglio con precisione".

"Molta gente è stata uccisa – ha aggiunto il portavoce – Molti cadaveri erano sparpagliati nella zona, ma noi non sappiamo chi fossero. Il raid è stato però un successo".

L’operazione è stata lanciata nel tentativo di uccidere il massimo rappresentante di Al Qaeda nell’Africa Orientale e un altro dirigente della rete di Osama Bin Laden che sarebbe coinvolto nella organizzazione degli attentati contro due ambasciate Usa in Africa (Kenya e Tanzania) nell’agosto 1998, attentati che causarono circa 225 morti. Secondo i media americani l’attacco sarebbe andato a buon fine e un leader di al Qaeda sarebbe morto.

L’aereo americano – un quadrimotore a elica derivato dal C-130 Hercules denominato ‘cannoniera volante’ per la potenza di fuoco – apparteneva al Comando operazioni speciali dell’Aeronautica Usa.
L’attacco – hanno spiegato le tv americane – sarebbe scattato dopo la scoperta che alcuni dirigenti di Al Qaeda erano stati costretti a lasciare Mogadiscio a causa della avanzata delle truppe etiopiche e del ripiegamento delle milizie delle Corti islamiche.

Contemporaneamente – sempre secondo le emittenti – la portaerei ‘Eisenhower’ si è avvicinata alla Somalia portando i suoi jet a distanza utile per lanciare eventuali attacchi contro esponenti di Al Qaeda.