Somalia. Creato “Comitato per la sicurezza” di Mogadiscio dal governo di transizione

La Somalia è ancora teatro di violenze. La creazione di un "comitato per la sicurezza" sostenuta dalle truppe etiopi non ha riappacificato la situazione nella capitale. Intanto i "signori della guerra", cacciati nel 2005 dalle Corti islamiche, si riarmano.

Il governo di transizione somalo ha creato un “comitato per la sicurezza” di Mogadiscio, è stato annunciato ieri un decreto del primo ministro Ali Mohamed Gedi. Il comitato sarà composto da dieci esponenti di rilievo in rappresentanza del parlamento, della società civile, della comunità economica cittadina e dell’esercito. “Il comitato che include ogni settore della società è stato pensato per assicurare la pace nella capitale e i risultati si vedranno presto” ha detto Gedi, presentando ieri l’iniziativa.
Ma Mogadiscio (dove è stato per il momento sospeso il processo di disarmo che sarebbe dovuto cominciare sabato) il 7 gennaio è stata ancora teatro di violenze. Si apprende dalla Misna che un intenso scontro a fuoco si è verificato ieri notte nella zona sud della capitale, dopo il lancio da parte di ignoti di granate contro un convoglio di mezzi etiopi, che ha causato 4 vittime, due civili e due militari etiopi secondo fonti locali. Non si è fatta attendere la reazione dei militari di Addis Abeba e dei soldati del governo di transizione somalo a guardia di un campo militare poco distante, e colpi sono stati esplosi da entrambe le parti per quasi mezz’ora.
In città, intanto, circolano voci sul riarmo di molti vecchi ‘signori della guerra’ (i capi-clan che hanno governato il caos somalo dal 1991 fino al giugno 2005, quando vennero cacciati con la forza da Mogadiscio dalle Corti Islamiche) che da giorni starebbero acquistando grandi quantitativi di armi da uno dei principali commercianti locali conosciuto col nome di Ir-Tookte.