Ribelli islamici minacciano di “risorgere dalle ceneri”

SOMALIA. RIBELLI ISLAMICI MINACCIANO DI "RISORGERE DALLE CENERI".

I combattenti del Concilio delle corti islamiche, sconfitti da un intervento lampo delle truppe etiopi intervenute in aiuto del governo somalo di transizione, hanno promesso ieri di "risorgere dalle ceneri".

Gli islamisti, che lunedì hanno abbandonato la loro ultima roccaforte dopo due settimane di scontri, hanno detto di aver rifiutato un’offerta di amnistia fatta dal governo e notizie di una imboscata mortale contro le forze etiopi mostrano che i combattimenti potrebbero essere ben lontani dalla fine.

Due giorni dopo l’ingresso delle truppe etiopi nella città meridionale di Jilib, un abitante ha detto che un combattente somalo ha ucciso ieri due soldati di Adis Abeba.

Secondo la stessa fonte le forze etiopi sarebbero poi riuscite a uccidere il somalo, insieme ad altri due suoi compagni. Il governo somalo ha confermato l’incidente dicendo, però, che era rimasto ucciso solo un soldato etiope.

Gli islamici non hanno rivendicato una responsabilità diretta nell’accaduto, ma hanno detto che un simile attacco rappresenta un cambiamento nella loro tattica.

"Se il mondo pensa che siamo finiti, devono invece sapere che siamo vivi. Risorgeremo dalle ceneri", ha detto il portavoce degli islamici Abdirahim Ali Mudey.

Gli analisti dicono che gli islamici potrebbero lanciare, insieme ad alcuni combattenti stranieri, una ribellione condotta in stile iracheno contro il governo che loro vedono come un fantoccio guidato da un potere cristiano.

Gli aerei, i carri armati e le truppe etiopi hanno aiutato la settimana scorsa il governo somalo a cacciare gli islamici da Mogadiscio.