Ecomafie, rapporto della Commissione

Roma
I soldati del contingente italiano in Somalia potrebbero essere stati vittime di contaminazione per la loro esposizione a sostanza tossiche o radioattive stoccate clandestinamente nella zona dove erano stati destinati durante la missione di pace. Il sospetto è stato avanzato dal presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, Massimo Scalia, in occasione della presentazione alla stampa del rapporto sui traffici illeciti dei rifiuti solidi e speciali in Italia e da qui verso l’estero. Scalia, che è anche relatore del documento, ha parlato di “voci raccolte in tal senso e che la Commissione ora si premurerà di approfondire nelle sedi dovute e con le persone appropriate”. Secondo tali voci alcunì soldati avrebbero indossato tute protettive.
Il riferimento è alle autorità è alle istituzioni che hanno gestito l’operazione “Ibis” in Somalia al tempo della guerra tra clan rivali costata la vita anche ai giornalisti Rai Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Proprio la morte dei due giornalisti sarebbe sullo sfondo della connessione tra traffico e stoccaggio clandestino all’estero, in particolare in Africa. di rifiuti speciali e l’approvvigionamento di armi ai gruppi in guerra fra di loro. E di questa vicenda la Commissione parlamentare di inchiesta sul riciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse intende chiarire gli aspetti tuttora oscuri e che potrebbero dare ulteriore impulso ai dubbi e ai sospetti sull’assassinio in Somalia di Alpi e Hrovatin. “Condurremo una serie di accertamenti – ha detto Scalia per chiarire meglio gli aspetti relativi allo smaltimento dei rifiuti pericolosi italiani lungo le rotte internazionali che portano in Africa, più in particolare in Somalia e Mozambico. dove arriverebbero rifiuti anche di altre nazioni”.
Rifiuti tossici, partiti forse dal porto di Livorno, in cambio di armi che servono a mantenere in piedi la guerra fra clan rivali, naturalmente con la copertura dei servizi segreti.