Nairobi chiude le frontiere alle Corti islamiche

NAIROBI CHIUDE LE FRONTIERE ALLE CORTI ISLAMICHE

 

Il governo keniano ha chiuso oggi il confine con la Somalia per prevenire possibili infiltrazioni di miliziani delle Corti islamiche che, dopo essere fuggiti da Mogadiscio, avrebbero trovato riparo proprio nell’estremo sud della Somalia a ridosso del confine col Kenya. Lo scrive oggi la stampa keniana citata dalla Misna, precisando che lungo tutto il confine tra i due paesi del Corno d’Africa il governo di Nairobi ha dispiegato migliaia di soldati in assetto da guerra e poliziotti, ma anche squadre delle unità speciali anti-sommossa.

Soldati ed elementi della polizia amministrativa delle province di confine stanno pattugliando da ieri i 1500 chilometri di frontiera comune. Le autorità keniane hanno fatto sapere che verrà consentito l’accesso ai rifugiati somali in fuga dai combattimenti ma che l’ingresso in territorio keniano potrà avvenire solo in alcuni valichi di frontiera, dove, sono state dispiegate poliziotti e funzionari del dipartimento immigrazione per controllare ogni singola persone in entrata. Secondo le informazioni raccolte dalla Misna, i valichi di Liboi e Mandera sono ancora aperti, quelli dei distretti di Garissa e Ijara sono in stato di massima allerta, mentre quelli di Biif e Bagahale (distretto di Wajir) sono stati completamente sigillati.

Indiscrezioni in circolazione a Mogadiscio sostengono che i vertici delle Corti islamiche e le centinaia di fedelissimi miliziani fuggiti con loro da Mogadiscio nella zona di Chisimaio (la grande città dell’estremo sud nel paese, che resta ormai l’unico centro abitato sotto il controllo delle Corti) avrebbero deciso di dividersi: alcuni sarebbero pronti a fuggire in Kenya, altri a nascondersi nella fitta boscaglia della Bassa Shabelle, altri ancora riparerebbero nell’isola di Ras-kamboni, la base storica del movimento. Intanto oggi aerei da guerra etiopi avrebbero sorvolato a bassa quota la città di Chisimaio, in quella che sembra un’operazione di ricognizione.

E proprio sulla fuga delle milizie islamiche, l’inviato somalo presso la Ue, Yusuf Bari Bari, parlando all’ADNKRONOS ha spiegato che questa avviene ”dall’alba di questa mattina” lungo ”tre direttrici principali verso il porto di Chisimaio da dove partiranno via mare”. I tre punti di accesso al porto di Chisimaio sono al momento difesi dai miliziani delle Corti ”per permettere la fuga su piccole imbarcazioni -ha detto Bari Bari- Nel momento in cui riusciranno a evacuare dal porto di Chisimaio gli jihadisti internazionali, loro stessi tenteranno la fuga via mare, probabilmente per arrivare in Kenya”.

Mogadiscio, invece, è ormai sotto il controllo totale delle forze del governo transitorio. Il primo ministro somalo Mohamed Ali Gedi ”ieri sera tardi ha incontrato tutti gli ‘elder’, coloro che contano nella società civile della capitale e si è suggellato un accordo politico ampio”, ha riferito l’inviato somalo presso la Ue sottolineando che appunto ”le forze di sicurezza del governo controllano tutti i punti nevralgici della capitale”, ovvero il porto, l’aeroporto, il porto vecchio, ciò che è rimasto in piedi degli edifici pubblici, i principali incroci e anche villa Somalia, il cosiddetto ‘Quirinale’ di Mogadiscio. E oggi è atteso nella capitale il rientro ufficiale del premier Gedi.