Somalia. Islamisti danno agli etiopici 7 giorni per andarsene

Somalia: islamisti danno a etiopici 7 giorni per andarsene

MOGADISCIO – Il movimento militante islamico somalo ha minacciato oggi di fare la guerra alle truppe etiopiche a meno che non lascino la Somalia entro sette giorni.

Il capo della difesa delle Corti islamiche Sheikh Yusuf Mohamed Siad ha detto che "a partire da oggi se gli etipioci non lasciano il nostro paese entro sette giorni li attaccheremo e li costringerenmo a lasciarlo".

I militanti islamici hanno preso Mogadiscio e buona parte della Somalia meridionale nello scorso giugno, minacciando la fragile autorità del governo transitorio del presidente Abdullah Yusuf.

Secondo diplomatici e testimoni, migliaia di militari etiopici hanno attraversato la frontiera per proteggere il governo transitorio e rafforzare l’unica città che controlla, Baidoa. Addis Abeba dice invece di avere mandato solo alcune centinaia di consiglieri militari armati.

La dichiarazione del "ministro della difesa" delle Corti coraniche è stata accolta con preoccupazione dalla diplomazia occidentale (ma anche araba) che opera a Nairobi cercando di ricucire gli strappi sempre più violenti e rischiosi tra governo ed islamici. Anche se in molti sottolineano che si tratta anche di una frase propagandistica. Come la "jihad" scagliata contro "l’invasore etiopico", e più volte.

Dare sette giorni all’Etiopia è un semplice grido di incoraggiamento: i soldati di Addis Abeba – molto ben attrezzati – sono in migliaia all’interno della Somalia. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, è una realtà ormai non più negabile, poiché è davanti agli occhi di tutti. E di andare via, neanche ci pensano.

In una situazione molto delicata: l’Etiopia non potrebbe mai tollerare una Repubblica Islamica alle sue frontiere, farebbe saltare i suoi già incerti equilibri interni. E, del resto, Washington non può più fare a meno del governo di Addis Abeba, sua architrave nella lotta al terrorismo, in specie islamico, nella regione.

Ma così i tamburi di guerra si fanno sempre più forti, con la coscienza generale che se un conflitto scoppiasse in Somalia, esso avrebbe immediati effetti domino nel Corno d’Africa, a partire dal fronte Etiopia-Eritrea, ancora caldissimo, mai cicratizzato.

Per cercare una "terza via" è al lavoro la diplomazia, in particolare quella europea. Ma i margini si restringono; ciò mentre le Corti annunciano – non ci sono conferme – che un centinaio di soldati governativi hanno defezionato per unirsi a loro. E, comunque, intorno a Baidoa le truppe rivali sono schierate in massa, da ieri – dopo 48 ore di intensi scontri, non combattono o quasi: ma la tensione è fortissima.