Caso Alpi e rifiuti in mare

Dall’Espresso del 30 marzo 2006

Tratto da “La discarica della Vergogna”

Infine, la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti affronta due capitoli drammatici. I primo è quello della morte in Somalia dei giornalisti del Tg3 Ilaria Alpi e Miran Hrovatin; il secondo quello del cosiddetto dumping, l’affondamento di rifiuti nel mare. “senza entrare nella dinamica dell’assassinio”, si legge nel documento, “l’attenzione della Commissione è stata orientata proprio alla ricerca degli aspetti collegati al traffico di rifiuti,su cui indubbiamente l’inviata Rai stava indagando. In questa direzione, continua sia “il contenuto dei taccuini sopravvissuti(altri sarebbero spariti n.d.r), sia il fatto che “ l’ultimo viaggio della giornalista avvenne proprio in quei luoghi segnalati come teatro di traffici illeciti, anche concernenti rifiuti.” In definitiva, dice la relazione “l’assenza di rivendicazioni non esclude che la causale dell’omicidio possa essere individuata nelle inchieste che la giornalista e il suo operatore stavano svolgendo in territorio sonalo.” Molto, dunque, “resta da chiarire”. E a darne conferma Commissione, è la testimonianza del giornalista Luciano Scalettari, che per “Famiglia Cristiana” ha percorso il viaggio somalo di Alpi e Hrovatin. D’altro canto, sottolinea la Commissione, altrettanta chiarezza sarebbe auspicabile riguardo ai traffici internazionali via mare, e all’anomalo “utilizzo di navi, spesso non in perfette condizioni, per effettuare trasporti di rifiuti con l’inabissamento di natante e carico.” In particolare, la Commissione ha affrontato la vicenda della motonave Rosso, piaggiata sulle coste calabresi nel 1990 dopo un principio di naufragio. Il sospetto degli inquirenti è che a bordo ci fossero rifiuti pericolosi, smaltiti in maniera illecita. “I dubbi”, scrive la commissione bicamerale “ permangono”. Malgrado le spiegazioni dell’armatore. Malgrado la montagna di documenti consultati. Malgrado la voglia di “dissolvere quell’alone di intollerabile sospetto con cui sono stati descritti i mari italiani: cimiteri di navi a perdere negli anni Ottanta e Novanta.”