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	<description>Osservatorio sull&#039;informazione</description>
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		<title>Ilaria, Miran, Gilles&#8230;per l&#8217;Associazione Ilaria Alpi il 3 maggio è la giornata per non dimenticare chi ha perso la vita per la libertà di stampa</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:35:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Associazione Ilaria Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del 3 maggio 2012, l&#8217;Associazione Ilaria Alpi vuole ricordare tutti i giornalisti che hanno perso la vita per la libertà di stampa come Ilaria Alpi, Miran Hrovatin e nel 2011 Gilles Jacquier. Ma purtroppo i nomi di giornalisti uccisi sono tanti e in questa Giornata mondiale della libertà di stampa, Reporter senza frontiere denuncia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del <strong>3 maggio 2012, l&#8217;Associazione Ilaria Alpi vuole ricordare tutti i giornalisti che hanno perso la vita per la libertà di stampa come Ilaria Alpi, Miran Hrovatin e nel 2011 Gilles Jacquier. </strong></p>
<p><strong>Ma purtroppo i nomi di giornalisti uccisi sono tanti e in </strong><strong>questa Giornata mondiale della libertà di stampa, Reporter senza frontiere denuncia lo sfrenato ritmo di violenze contro i giornalisti e i cybernauti e pubblica dati senza appello</strong>: a partire dal primo di gennaio del 2012 , un protagonista dell’informazione viene ucciso ogni 5 giorni. <strong>Dall’inizio dell’anno 21 giornalisti e 6 cybernauti o cittadini-giornalisti sono stati uccisi</strong>, in particolare in zone di conflitto come la Somalia e la Siria.</p>
<p>L’organizzazione ha anche aggiornato la sua lista dei predatori della libertà di informazione, arrivata quest’anno a 41 membri. “I nostri crimini non devono avere testimoni”, “Nessun’altra voce che non sia la nostra”: queste sono le parole d’ordine dei regimi autoritari e dei gruppi armati ostili alla libertà d’informazione. Repressione dei movimenti di contestazione popolare in alcuni paesi del mondo arabo, strangolamento dell’opposizione politica, della denuncia e della critica in altre parti del globo. I primi quattro mesi dell’anno sono stati specialmente violenti per coloro la cui vocazione è informare.</p>
<p><strong>I nuovi predatori della libertà d’informazione</strong><br />Il primo trimestre ha dimostrato largamente che questi predatori, come BacharAl-Assad e alcune milizie somale potevano comportarsi come dei veri macellai.</p>
<p>Le rivolte popolari del 2011, se hanno fatto cadere alcuni dei dittatori che figuravano sulla lista come Mohammar Gheddafi in Libia e Ali Abdallah Saleh in Yemen, non sono purtroppo riuscite a diminuire il numero globaled i questi nemici dell’informazione. Sei nuovi predatori sono entrati in questo sinistro gruppo nel 2012: il gruppo islamico Boko Haram, che semina il terrore in Nigeria ; il Consiglio Supremo delle Forze Armate in Egitto che prende purtroppo il testimone del deposto presidente Mubarak in termini di attacco alla libertà d’informazione ; il Ministro dell’informazione, delle Poste e Telecomunicazioni del Governo federale di transizione in Somalia, responsabile di pressioni ed intimidazioni alla stampa; Vasif Talibov, onnipotente dirigente della regione di Nakhitchevan in Azerbaijan ; i servizi di intelligence in Pakistan ; infine Kim Jong-un, che perpetua la dinastia predatrice in Corea del Sud dopo la morte del padre, King Jong-il.</p>
<p>Da sottolineare la tendenza secondo la quale un numero crescente di paesi subisce la presenza di due predatori contemporaneamente. Sei Stati sono in questa condizione: La Somalia, dove il ministro dell’informazione del governo fa il paio con la milizia islamica Al-Shabaab ; il Pakistan, con i giornalisti bersaglio ora dei servizi ora dei talebani; l’Azerbaijan, dove Vasif Talibov, potente padrone della “Repubblica autonoma” del Nakhitchevan, ha trasformato il suo feudo in laboratorio di metodi di repressione già generalizzati dal presidente della repubblica, Ilham Aliev ; la Russia, dove Vladimir Putin e il suo “cane da guardia” Ramzan Kadyrov, violento presidente della repubblica di Cecenia, hanno in comune il gusto delle maniere forti e delle formule choc; i Territori Palestinesi dove i giornalisti subiscono la dura legge delle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese e del governo di Hamas a Gaza; infine l’Iran dove la Guida suprema Khamenei e il presidente Ahmadinejad, nonostante la loro rivalità, si trovano perfettamente d’accordo sull’imbavagliare la stampa. La Repubblica Islamica è sempre, con Eritrea, Cina, Turchia e Siria una delle prime prigioni al mondo per i giornalisti.</p>
<p>Altri personaggi, come il presidente di Gibuti, Ismaïl Omar Guelleh, ma anche il Capo di Stato sudanese e ugandese, Omar el-Béchir et Yoweri Museveni, sono alle porte della lista dei predatori. Lo Yemen, che ha avuto un 2011 piuttosto complicato, resta sotto sorveglianza dopo l’uscita di scena di Ali Abdallah Saleh. In senso inverso il presidente birmano, Thein Sein, potrebbe rivelarsi nel 2012 come il presidente dell’apertura e della democratizzazione della Birmania ed essere dunque ritirato dalla lista.</p>
<p>Le FARC (Forze Armate rivoluzionarie della Colombia) sono state da tempo inserite nella lista insieme ad altri gruppi paramilitari di quel paese, alcuni dei quali restano nella lista. Indebolita, la guerriglia ha in effetti nettamente ridotto le sue azioni di rappresaglia contro I giornalisti da diverso tempo. Il nome delle FARC riappare nel contesto della recente sparizione del giornalista indipendente francese Roméo Langlois, il 28 aprile 2012, dopo un attacco dei ribelli contro un convoglio militare di cui il giornalista copriva l’operazione antidroga. La tesi del rapimento da parte delle FARC non è chiaramente confermata fino ad adesso.</p>
<p>In prima linea in questa faccenda, e con tuta la prudenza del caso, RSF approfitta di questa giornata mondiale per salutare il coraggio professionale di Roméo Langlois ed esprimere tutto il sostegno alla famiglia ed ai colleghi.</p>
<p><em>Vedi la lista completa dei predatori : http://en.rsf.org/#trombiPredateur</em></p>
<p><strong>Vulnerabilità dei professionisti dell’immagine e dei cittadini-giornalisti</strong></p>
<p>I giornalisti indipendenti che sempre più numerosi coprono i conflitti hanno pagato un contributo pesante in questi primi quattro mesi dell’anno. RSF rende omaggio in modo particolare ai cittadini-giornalisti, ultimi baluardi della libertà d’informazione quando i loro governi si sforzano di reprimere al riparo degli sguardi esterni. Cameraman e fotografi figurano anch’essi tra i bersagli preferiti; i regimi repressivi conoscono fin troppo bene la potenza evocativa e informativa delle immagini.</p>
<p>Prendendo spunto dai cambiamenti generati dalla Primavera Araba, RSF ha deciso di accompagnare i nuovi governi nel loro cammino verso la democrazia. Dopo aver aperto un ufficio in Tunisia, l’organizzazione aprirà una rappresentanza in Libia per incoraggiare gli sforzi delle autorità a favore di una stampa libera e pluralista. Queste Primavere sono purtroppo lontane da aver mantenuto tutte le loro promesse. Dobbiamo restare vigili, da un lato, di fronte ai tentativi di manipolazione dei nuovi governi che vogliono far passare i movimenti di contestazione per “terroristi” e dall’altra, nei confronti delle tendenze liberticide di certi gruppi di protesta.</p>
<p><strong>Sicurezza dei giornalisti e testi internazionali</strong><br />Di fronte alla crescente insicurezza dei giornalisti RSF:</p>
<p>invita la stampa a riflettere sulla protezione dei giornalisti freelaance locali a cui ricorre, come alle sue fonti di informazione e delle persone intervistate<br />chiede agli Stati di tradurre in azioni efficaci le disposizioni internazionali relative alla protezione dei giornalisti. Una legge specifica va promulgata rispetto all’applicazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n. 1738, cinque anni dopo la sua adozione. Gli stati devono prendersi la loro responsabilità ed assumersi gli obblighi derivanti dai paragrafi 6 e 7 della risoluzione. Queste disposizioni prevedono obblighi di prevenzione e di repressione per mettere fine all’impunità relativa alle violazioni di diritti umani contro i giornalisti.<br />richiede una revisione degli statuti della Corte Penale Internazionale in modo da definire quella categoria speciale di civili che sono i giornalisti; come è già definito nel caso del personale umanitario<br />incoraggia gli Stati ad adottare con urgenza il piano d’azione e il progetto attuativo sulla sicurezza dei giornalisti e la questione dell’impunità elaborato dall’UNESCO nel marzo 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I vincitori del concorso &#8220;Una Storia ancora da Raccontare&#8230;Mauro Rostagno&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:25:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Francesco Polistena e Giorgio Caccamo per la carta stampata, Davide Pecorelli e Diego Gandolfo per la sezione video, menzione speciale a Paolo Matteo Maggioni. Sono questi i vincitori della sesta edizione del concorso giornalistico &#8220;Una storia ancora da raccontare&#8221; dedicato ai giornalisti che hanno perso la vita svolgendo la loro professione. L&#8217;iniziativa, organizzata dal Festival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Polistena e Giorgio Caccamo per la carta stampata, Davide  Pecorelli e Diego Gandolfo per la sezione video, menzione speciale a  Paolo Matteo Maggioni. Sono questi i vincitori della sesta edizione del  concorso giornalistico &#8220;Una storia ancora da raccontare&#8221; dedicato ai  giornalisti che hanno perso la vita svolgendo la loro professione.  L&#8217;iniziativa, organizzata dal Festival internazionale di giornalismo di  Perugia in collaborazione con l&#8217;associazione Ilaria Alpi e sostenuta  dall&#8217;UniCredit, è aperta solo agli under30 e quest&#8217;anno era dedicata  alla figura di Mauro Rostagno, sociologo e giornalista italiano, tra i  fondatori del movimento Lotta continua, nato a Torino nel 1942 e morto  in Sicilia nel 1988 vittima di un agguato mafioso. I contributi della  sezione video, a parere della giuria, composta da Arianna Ciccone,  fondatrice del Festival, Enrico Deaglio giornalista, Maddalena Rostagno,  scrittrice, e Marco Rizzo, fumettista freelance, a prescindere dalla  complessità del media utilizzato, sono risultati migliori rispetto agli  articoli. La giuria ha però comunque deciso di assegnare tutti i premi  anche come segno di incoraggiamento nei confronti dei giovani  giornalisti che hanno partecipato all&#8217;iniziativa. Così, per la carta  stampata si aggiudica il primo premio Francesco Polistena con &#8220;Rostagno  una vita ostinata e contraria&#8221;, mentre sul secondo gradino del podio  sale Giorgio Caccamo con &#8220;Mauro Barbanera, il pirata che faceva paura ai  ladroni&#8221;. Vince invece nella sezione video Davide Pecorelli, seguito da  Diego Gandolfo, menzione speciale a Paolo Matteo Maggioni per avere  scelto un taglio originale che ricorda l&#8217;importanza e l&#8217;attualità del  messaggio di Mauro Rostagno per le nuove generazioni. Per leggere gli  articoli e guardare i video vincitori del concorso,  http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/25727/</p>
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		<title>Associazione Ilaria Alpi torna al Festival di  Perugia con reportage dal Meditteraneo e per non dimenticare Mauro Rostagno</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 15:15:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un concorso per non dimenticare Mauro Rostagno e una rassegna di reportage per sensibilizzare i giovani su quello che accade nel mondo. Sono queste le due proposte dell&#8217;Associazione Ilaria Alpi per il Festival di Giornalismo di Perugia Si intitola  Guerre&#38;Rivoluzioni la rassegna per le scuole che anche quest’anno l’associazione Ilaria Alpi organizza a Perugia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un concorso per non dimenticare Mauro Rostagno e una rassegna di reportage per sensibilizzare i giovani su quello che accade nel mondo. Sono queste le due proposte dell&#8217;Associazione Ilaria Alpi per il Festival di Giornalismo di Perugia</strong></p>
<p>Si intitola  <strong>Guerre&amp;Rivoluzioni</strong> la rassegna per le scuole che anche quest’anno <strong>l’associazione Ilaria Alpi</strong> organizza a Perugia in occasione del<strong> Festival del Giornalismo di Perugia</strong>.</p>
<p>Tre gli appuntamenti della rassegna, che prevede la proiezione di inchieste provenienti dall’archivio del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi, la cui diciottesima edizione si tiene a Riccione dal 6 settembre.</p>
<p><strong>Si inizia giovedì 26 aprile alle ore 10 con Francesco Cavalli del Premio Ilaria Alpi che presenta un reportage dal titolo &#8220;La primavera di Mohamed  Bouazizi&#8221; di Raffaele Masto e Stefano Vergine. Il documentario indaga sulle cause profonde che hanno prodotto le rivolte del mondo arabo.</strong></p>
<p><strong>Venerdì 27 aprile sempre alle 10  proiezione de &#8220;Fratelli Tunisini&#8221;(PresaDiretta, Rai Tre di  Raffaella Pusceddu e Vincenzo  Guerrizio. La trasmissione &#8220;Presa Diretta&#8221;,  nell’anniversario della sconfitta del  regime di Ben Alì, ha dedicato  una puntata speciale tutta alla Tunisia e alla  rivoluzione che ha dato il via alla  caduta dei regimi in Egitto, Libia, alle rivolte in Yemen e in  Siria che sono ancora in corso.</strong></p>
<p><strong>Sabato 28 aprile (ore 10)  proiezione di &#8220;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Libia: i ragazzi e la  rivoluzione&#8221; di Gian Micalessin e Francesca  Ulivi (MTV) Premio Ilaria Alpi 2011 &#8211; Miglior Reportage. Cosa spinge un  adolescente ad armarsi e combattere, mettendo a rischio la vita? Un parallelo tra i giovani italiani e i  coetanei della sponda sud del Mediterraneo.</strong></p>
<p>La presenza dell’Associazione Ilaria Alpi al Festival di Perugia si concretizza quest’anno anche nel consueto appuntamento del concorso giornalistico <strong>UNA STORIA ANCORA DA RACCONTARE</strong>, che dopo Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Giancarlo Siani e Maria Grazia Cutuli, Peppino Impastato quest&#8217;anno è dedicato a Mauro Rostagno.</p>
<p>La cerimonia di premiazione si terrà domenica 29 aprile  alle ore 12.00 presso la Sala Lippi, UniCredit.</p>
<p>Saranno presenti: <strong>Maddalena Rostagno</strong> scrittrice, <strong>Arianna Ciccone</strong> organizzatrice Festival  Internazionale del  Giornalismo, <strong>Enrico  Deaglio</strong> giornalista e scrittore e per l&#8217;Associazione Ilaria Alpi:  il direttore del Premio Ilaria Alpi <strong>Andrea Vianello</strong> e <strong>Marco Rizzo </strong>giornalista e sceneggiatore di fumetti che ha partecipato ai lavori della giuria-</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="line-height: normal;"> </span></span></p>
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		<title>Velletri avrà una strada Ilaria Alpi. L&#8217;intitolazione giovedì 26 aprile alla presenza di Luciana Alpi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 14:14:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[VELLETRI &#8211; UNA strada per Ilaria Alpi  sarà intitolata giovedì 26 aprile alla presenza di Luciana Alpi, la mamma di Ilaria. Anche Velletri ha individuato euno spazio civico da intitolare alla giornalista Rai, uccisa nel 1994 a Mogadiscio.  La location prescelta per  ricordare  Ilaria è la strada che collega Velletri a Lariano. Si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VELLETRI &#8211; UNA strada per Ilaria Alpi  sarà intitolata giovedì 26 aprile alla presenza di Luciana Alpi, la mamma di Ilaria. Anche Velletri ha individuato euno spazio civico da intitolare alla giornalista Rai, uccisa nel 1994 a Mogadiscio.  La location prescelta per  ricordare  Ilaria è la strada che collega Velletri a Lariano. Si tratta di un arteria importante, ossial’accesso alla città dall’area Casilina.</p>
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		<title>Il Premio Ilaria Alpi slitta a Settembre, entra in Riccione 90 e ricorda Gilles Jacquier</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:46:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bando Premio 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Raccontare, svelare, capire. Per non dimenticare. Questi i punti forti emersi nella conferenza stampa di presentazione della XVIII edizione del Premio giornalistico televisivo che gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed è organizzato dall&#8217;associazione Ilaria Alpi e promosso dalla Regione Emilia Romagna, dal Comune di Riccione e dalla Provincia di Rimini. Due le novità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare, svelare, capire. Per non dimenticare. Questi i punti forti emersi nella conferenza stampa di presentazione della XVIII edizione del Premio giornalistico televisivo che gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed è organizzato dall&#8217;associazione Ilaria Alpi e promosso dalla Regione Emilia Romagna, dal Comune di Riccione e dalla Provincia di Rimini.</p>
<p>Due le novità rilevanti di questa edizione: l’inserimento di una sezione dedicata a i servizi, reportage e inchieste video realizzate per il web e una nuova collocazione temporale. Come sottolinea <strong>Simone Bruscia</strong>,  direttore artistico di Riccione 90, il Premio si svolgerà dal 6 all’8 settembre 2012 perché inserito nei festeggiamenti dei 90 anni del Comune di Riccione, un progetto che ha l’obiettivo strategico di ampliare la politica culturale della nostra città.</p>
<p>Il direttore del Premio Ilaria Alpi <strong>Francesco Cavalli</strong> spiega questi cambiamenti importanti: “il Premio diventa una parte fondamentale degli eventi di Riccione 90 e lo spostamento a settembre coincide in Italia con l’inizio della nuova stagione televisiva 2012-2013. La seconda novità è la nascita di una sezione ad hoc per l’audiovisivo via web creata per essere in linea con il cambiamento attuale nella fruizione dei contenuti audiovisivi”.</p>
<p>L’obiettivo della XVIII edizione non cambia: continuare nella ricerca della verità per Ilaria e Miran. “Proprio in queste ore apprendiamo- spiega <strong>Andrea Vianello</strong>, conduttore di Rai 3 e direttore scientifico del Premio Ilaria Alpi- che la strage di Piazza della Loggia a Brescia nel 1974 non ha colpevoli: i quattro imputati sono stati assolti al processo d’appello. Anche il caso di Ilaria e Miran non ha colpevoli. Per questo il giornalismo premiato è quello di inchiesta e di impegno sociale”.</p>
<p>Tre giorni intensi di incontri e dibattiti che si concluderanno con la serata di premiazione condotta da Tiziana Ferrario e una grande presenza: lo spettacolo teatrale “Lo Schifo” di Stefano Massini, già vincitore del Premio Riccione per il Teatro.</p>
<p>Una delle new entry nella giuria è <strong>Antonio Sofi</strong>, autore televisivo, giornalista, consulente politico e sociologo della comunicazione: “è un onore essere coinvolto. Il Premio è sempre stato all’avanguardia nelle nuove tecnologie e la nascita della sezione dedicata alle web tv lo conferma. E’ importante raccontare ciò che accade al Premio  in tempo reale attraverso i social network in diretta mentre tutto accade. Ciò permette l’interazione istantanea a chi non è presente”.</p>
<p>Anche le istituzioni sottolineano l’alto prestigio di questo premio e la volontà di continuare a sostenerlo. Spiega <strong>Carlo Bulletti</strong>, vicepresidente della Provincia di Rimini: “ Il Premio rientra in un percorso della Provincia di sostegno economico per lo sviluppo di impianti culturali nel territorio e rappresenta un impegno nel rapporto tra comunicazione e verità da portare avanti”. Anche il vice Sindaco di Riccione <strong>Lanfranco Francolini </strong>e la dirigente alla Cultura del Comune  hanno sottolineato quanto l&#8217;ammininistazione creda fortemente in questo appuntamento “La verità su Ilaria e Miran non è ancora emersa e si continua ancora a morire per la libertà. &#8211; ha detto il vice sindaco &#8211; Penso a Gilles Jacqueir, giornalista francese vincitore dell’ultima edizione del Premio,  morto da eroe in Siria&#8221;.</p>
<p>E proprio a Gilles Jacquier il Premio Ilaria Alpi vuole dedicare un omaggio per ricordare il lavoro di questo grande giornalista.</p>
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